Breaking news
 

 
0
Pubblicato il 03/05/2017 da Francesca Sordini in ,
 
 

Recensione di The Dinner, la copia indigesta di Carnage firmata Oren Moverman

The Dinner è un film del 2017 diretto da Oren Moverman con Richard Gere, Laura Linney, Rebecca Hall Steve Coogan. Qui trovi la scheda del film.

L’effetto déjà vu è dietro l’angolo: ma come? Un film su due coppie che s’incontrano per adottare una comune linea di comportamento dopo il disastro attuato dai rispettivi figli? Ci aveva già pensato Polański, con risultati ben più brillanti. Carnage veniva da Il dio del massacro di Yasmina Reza, bell’esempio di pièce teatrale trasposta sul grande schermo con grande soddisfazione dello spettatore. Le cordialità che si scambiano due coppie benestanti e benvolute si frantumano in una gustosissima escalation di attacchi al vetriolo e dispetti vicendevoli, fino all’implosione delle singole coppie. The Dinner è la controparte cupa e indigesta di Carnage: atmosfera plumbea per un confronto tra due coppie di familiari – i due uomini sono fratelli – davanti ad una cena squisita, elegantissima e pertanto inconsistente. Gli strali polemici del film di Oren Moverman, qui ostaggio delle proprie suggestioni notturne dopo il tormentato biopic Love & Mercy, sono molto più fiacchi rispetto a quelli di Carnage, anche quando fa satira su ristoranti costosissimi e pluristellati.

Esiste anche una versione italiana cinematografica tratta dal libro di Koch La cena: Alessandro Gassmann, Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno e Barbora Bobuľová riuniti attorno a un tavolo. Pretesto per la cena è quello di decidere una linea d’azione comune dopo la bravata dei rispettivi figli: hanno deliberatamente dato fuoco ad una barbona, appostata in una notte d’inverno all’interno di un gabbiotto del bancomat. Le varie portate della cena scandiscono pesantemente i momenti del confronto fra i quattro, che covano astio l’uno nei confronti degli altri per motivi sacrosanti: uno è pazzo e ossessionato dalla Guerra di Secessione, la moglie è iperprotettiva nei confronti del figlio, convinta che si sia trattato di una bravata e basta, il fratello è candidato Governatore dello stato con ottime probabilità, mentre la sua consorte si sente trascurata.

Richard Gere è in splendida forma, soprattutto dopo la gigioneria sfoggiata in Franny, dove faceva il miliardario barbone con la sindrome del crocerossino. Steve Coogan lo affianca abbastanza bene, affetto da bipolarismo e manie varie. Sono entrambi decisamente una spanna sopra Laura Linney e Rebecca Hall, ingabbiate nei rispettivi ruoli della mamma nevrotica e della moglie trofeo. L’unico elemento di suspense del film sta nel fatto bruto, svelato solo a tre quarti del film. Nelle secche varie, si ricorre ai flashback sui tormentati trascorsi famigliari.
Francesca Sordini


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

Francesca Sordini

 
Da piccola ho voluto fare, nell'ordine, la cavallerizza, la pittrice e la ballerina. Tutti mestieri sottopagati, esattamente come lo è fare il giornalista. Mestiere che non mi piaceva, mentre a mia nonna sì. Andò a finire che nonna ci aveva visto più lungo di tutti.