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Pubblicato il 13/12/2017 da Davide Sica in , ,
 
 

La Recensione di Star Wars: Gli Ultimi Jedi: la Forza svolta e il futuro è tutto da scoprire

La recensione (SPOILER FREE) di Star Wars: Gli Ultimi Jedi di Rian Johnson. Nel cast Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Lupita Nyong’o, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Anthony Daniels, Gwendoline Christie, Kelly Marie Tran, Laura Dern e Benicio del Toro

Trama: La Resistenza, decimata, è sempre più in difficoltà; in fuga dal Primo Ordine e priva di Rey (Daisy Ridley), giunta su Ach-To per convincere Luke Skywalker (Mark Hamill) a tornare e sconfiggere il Lato Oscuro. Nel frattempo il legame della ragazza con la Forza sembra unirla a Kylo Ren (Adam Driver).

Il pianeta acquatico di Ach-To. Lì, tra quelle rocce scoscese e il forte vento, avevamo lasciato Rey e Luke. Con quell’incontro. Con il braccio di Rey che impugna la spada laser e la porge all’ultimo Jedi per sancire il definitivo risveglio della Forza. J.J. Abrams ha riaperto due anni fa il valzer fantascientifico più amato nella storia del cinema, ha schiuso lo scrigno di quella galassia lontana, lontana e ha riacceso i cuori dei fan del franchise creato dalla genialità e dalla caparbietà di George Lucas negli anni ’70. L’unica saga cinematografica originale (non basata o adattata da libri o serie tv) capace di generare un amore esteso in tutto il mondo e che ha generato un business probabilmente irripetibile.
Dalle scelte rassicuranti, solide e convenzionali di Abrams con Il Risveglio della Forza, che di Una nuova speranza rispecchiava abbondantemente la struttura narrativa, Gli Ultimi Jedi si affida a Rian Johnson, cineasta che in passato ha già dimostrato di sapersi destreggiare nel genere con un film valido e originale come Looper. E Johnson probabilmente fa quello che Abrams evitò completamente due anni or sono. 
Siamo di fronte a due approcci completamente differenti. Così differenti da dubitare, almeno per un momento, sull’effettivo sentiero che Disney e LucasFilm intendono percorrere. 
Come due schieramenti politici ben definiti, siamo passati dal conservatorismo di Abrams al progressismo di Johnson. Gli Ultimi Jedi è un film coraggioso, talvolta addirittura spavaldo e di conseguenza frammentario, poco amalgamato e soprattutto azzardato in alcuni snodi narrativi che tentano di ricreare, o quantomeno abbozzare, l’ironia del periodo di Lucas senza riuscire, in alcune occasioni, a colpire nel segno. Un umorismo che in determinate sequenze rischia di trasformarsi in eccessiva autoderisione e che probabilmente farà storcere il naso ai puristi della saga.


Rian Johnson scombina le carte in tavola e rischia in maniera clamorosa, cercando di restituire una freschezza forse necessaria, nell’ottica di un nuovo futuro per la Forza. Le citazioni dei capitoli precedenti, in particolare dal capolavoro de L’impero colpisce ancora, sono evidenti ma più smussate rispetto al film di Abrams. Episodio VIII si rivela tendenzialmente più accattivante del suo passato; da un punto di vista fotografico, dove spiccano soprattutto le scelte cromatiche rossastre e malvagie nella sala del potere del Leader Supremo Snoke e nelle scelte narrative che regolano i rapporti tra i protagonisti, completamente ribaltati e il cui perno, inevitabilmente, diventa la connessione tra Kylo Ren e Rey.
Non mancano le strizzate d’occhio al merchandising (gli adorabili Porgs e le splendide e glaciali Vulptex) e l’entusiasmo di un’operazione che nonostante ribalti molti degli elementi classici della saga con poca lucidità e con un po’ di disordine, trasmette un’autentica voglia di rinnovamento e un entusiasmo genuino e rispettoso. E nonostante ciò il respiro delle guerre stellari di un’epoca che fu, è evidente.
Nel rapporto tra Luke e Kylo Ren e tra Luke e la stessa Rey si percepisce quella Forza che tiene uniti. Si percepisce un equilibrio, che ha permesso a Star Wars di entrare nei sogni e nella vita quotidiana di una lunga serie di generazioni.
Johnson non rinuncia alla nostalgia, non rinnega il passato e guarda avanti, provando a cambiare con decisione e conscio dei difetti e dei momenti di stanca che inesorabilmente nel corso della visione appaiono. 
Il cambiamento è la parola chiave che racchiude molte riflessioni sul passato e sul futuro. Della Forza, della galassia. Della vita stessa e della nostra quotidianità. Un futuro che spaventa perché ignoto e potenzialmente pieno d’imprevisti. 
E allora proprio come nella realtà, la sottile e ambigua differenza tra l’amore e l’odio, tra il giusto e lo sbagliato, tra il lato oscuro e quello chiaro, sono alla base della sopravvivenza e della rinascita di un’ulteriore nuova speranza. Sono alla base di un film in grado di destabilizzare e per questo consapevole di poter essere osteggiato da chi reputa irrispettoso provare a svoltare. Da chi non accetta che si modifichi il passato, pur non dimenticandolo, con il suo impianto immaginifico capace d’incastonarsi nel cuore e nei ricordi dei fan, come i testi sacri degli Jedi
Il cambiamento. Un concetto più che una parola, un mantra per il futuro, che in questo film ritorna costantemente, anche nelle battute pronunciate dai protagonisti. Un cast che si conferma perfetto, al netto di alcuni personaggi eccessivamente sacrificati e altri che finalmente e sorprendentemente trovano più luce e meno oscurità. Il coraggio di cambiare e di sbagliare per alimentare nuovamente la Forza. Per far sì che ci siano altri valorosi, nuovi Jedi. 
Emozionante l’ultima toccante interpretazione di Carrie Fisher, scomparsa a fine 2016, nel leggendario ruolo della nostra Principessa Leia. In her loving memory. 
Che la Forza sia con voi

Davide Sica

 

 


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Davide Sica

 
Sono nato a Lecco nel 1987, su quel ramo del lago di Como. Dopo aver terminato gli studi superiori decido di vincere la timidezza partecipando a svariati seminari teatrali. Frequento per tre anni la scuola di recitazione del Centro Teatro Attivo di Milano e studio doppiaggio professionale con Aldo Stella. Nel frattempo mi diplomo in film editing all’Accademia dello Spettacolo e studio storia e critica del cinema. Metto in fila negli anni esperienze nel cinema indipendente, nell'animazione turistica, in radio e sul web. Tante cose e un unico comune denominatore: il cinema. Ecco il mio sito: www.davide-sica.it