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Pubblicato il 12/08/2017 da Gabriele di Grazia in
 
 

Star Wars: Gli Ultimi Jedi: uno speciale di EW aggiorna sul rapporto tra Leia e Poe Dameron

EW ha dedicato un altro speciale a Star Wars: Gli Ultimi Jedi. Nell’articolo si parla soprattutto della compianta Carrie Fisher, del sul ruolo che avrà nel film e del rapporto tra Leia e Poe Dameron. Il regista Rian Johnson confessa che all’inizio dell’ottavo episodio troveremo una Resistenza ancora in difficoltà:

“[La Resistenza non sta vincendo quando viene distrutta la base Starkiller nel Risveglio della Forza]. È solo un piccolo gruppo che ora è isolato. La Repubblica è a pezzi e il Primo Ordine è a caccia della Resistenza. Dopo il colpo inferto dal Primo Ordine nel Risveglio della Forza, la Resistenza si trova isolata, e ora è molto, molto vulnerabile. È lì che riprendiamo la storia negli Ultimi Jedi.”

Leia, dopo la morte dell’amato Han, si troverà ad affrontare una perdita personale molto, molto pesante, soprattutto perché ad uccidere l’uomo che amava è stato proprio suo figlio. Un modo per affrontare questo momento di difficoltà è aiutare Poe Dameron, come lo stesso Oscar Isaac tiene a precisare:

“Poe diventa in qualche modo un figlio surrogato per Leia. Ma penso anche che lei veda in lui il potenziale per creare un grande leader della Resistenza e oltre.”

Continua Issac:

“L’arco caratteriale di Poe si evolve da soldato eroico a leader con una grande esperienza, deve imparare a vedere oltre alla vittoria di una singola battaglia, verso il quadro più ampio del futuro della galassia. Penso che Leia sappia che non sarà in giro per sempre e che, con amore, voglia spingere Poe a diventare più di un semplice pilota cazzuto. Gli insegnerà a calmare i suoi impulsi eroici con saggezza e chiarezza di vedute.”

Johnson ribadisce che Leia dovrà scontrarsi con il Vice Ammiraglio Holdo (Laura Dern), un comandante della Resistenza:

“Non voglio svelare molto, ma dirò che la situazione si scalderà subito sul fronte della Resistenza. L’atmosfera diventerà quella di una pentola a pressione, e i rapporti si incrineranno sotto tutta quella pressione. È stato un elemento molto importante per me, mettere questo piccolo esercito sotto una fortissima pressione esterna e mostrare quali sono le conseguenze sulla Resistenza stessa.”

Infine, il regista torna a dire che la storyline di Leia non è stata cambiata dopo la morte della Fisher:

“Non avevamo alcuna idea che questo sarebbe stato l’ultimo film di Star Wars in cui avremmo visto Carrie Fisher, quindi non abbiamo fatto il film pensando che avremmo chiuso il suo arco narrativo. Ma guardando il film il pubblico avrà una reazione molto emotiva nei confronti di ciò che farà lei.”

 


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Gabriele di Grazia

 
Classe 1985, sono da sempre appassionato di cinema, da quando i miei genitori mi portarono a tre anni a vedere L’ultimo imperatore di Bertolucci. Non che ricordi molto di quella mia esperienza in sala, tra l’altro i miei mi ci portarono perché quel giorno non sapevano a chi lasciarmi, però il sapere di aver messo per la prima volta piede in un cinema per assistere proprio ad un film di Bertolucci ha sempre suscitato in me un forte motivo d’orgoglio (finché Bertolucci non si rifiutò di autografare la mia copia DVD de L’ultimo imperatore). Cresciuto a pane e videocassette, amante del cinema fantastico di Spielberg, Lucas e Zemeckis, a cinque anni mi innamorai perdutamente di Jessica Rabbit e passai tutte le elementari e le medie sognando di essere Marty McFly. Sicuramente il LunEur ha contribuito molto allo sviluppo della mia immaginazione con i suoi scenari e pupazzi alla Goonies, e credo che non sarei lo stesso se non avessi frequentato quel posto favoloso e gotico (e pericoloso) sin dalla tenera età. Coi miei amici abbiamo cominciato a girare cortometraggi a quindici anni e non abbiamo più smesso. Ancora oggi coltivo la passione per il doppiaggio, la recitazione, la sceneggiatura e la scrittura di articoli riguardanti il cinema. Altri interessi: la lettura, il disegno, la musica pop rock che va dagli anni 50 agli anni 80 e i dinosauri. Ma queste sono altre storie…