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Pubblicato il 19/03/2017 da Marta Leggio in , ,
 
 

Recensione di SLAM Tutto per una ragazza: beata gioventù, sempre e comunque…

Recensione di SLAM Tutto per una ragazza film tratto dal romanzo di successo di Nick Hornby, diretto da Andrea Molaioli con Barbara Ramella, Ludovico Tesigni, Jasmine Trinca, Luca Marinelli, nelle sale dal 23 marzo.

Ecco la scheda del film

La stagione degli amori è arrivata e invece di raccontare le cotte adolescenziali, il cinema italiano si è cimentato con le gravidanze inattese degli adolescenti. Prima con il grazioso film di Roan Johnson Piuma, ora con SLAM Tutto per una ragazza, trasposizione cinematografica tratta dal best seller di Nick Hornby, nelle sale dal 23 marzo. Scrittore inglese che ha ormai creato un sodalizio con il cinema, da Febbre a 90°, About a boy, Non buttiamoci giù a È nata una star (adattamento italiano con Luciana Littizzetto e Rocco Papaleo).

Cosa può volere un ragazzo inglese di penna, italiano nello schermo a 16 anni? Fare skate, mantenere un rapporto civile con i genitori, programmare un viaggio in America, adulare il proprio mito (Tony Hawk) e vivere qualche storia. Sono proprio questi i progetti di Samuele prima dell’incontro con Alice, una ragazza priva di autostima, ma capace di forzare un ragazzo indifeso ad andare a letto al primo appuntamento. Intorno ai due protagonisti ruota un microcosmo gradevole, che salva in certi versi il film, restituendo la forza che manca ai giovani protagonisti. Una mamma moderna ed emancipata (Jasmine Trinca), un padre immaturo ma a suo modo affettuoso (Luca Marinelli), a cui si contrappongono a i genitori di Alice, molto più borghesi e rigorosi.

Attraverso degli andirivieni temporali, viene ricostruita la gravidanza, il parto e i primi anni di vita del piccolo Ufo. Eventi che alla fine porteranno Samuele a fare il 900, la famosa performance degli skaters. Tutti contenti quindi, anche se una domanda è sempre il caso di farla. Come si fa ad adattare un romanzo inglese, in una città come Roma? Nello specifico sono due le sfide che il regista al suo terzo lungometraggio si trova ad affrontare: adattare il rapporto tra una madre emancipata e il figlio e dare credibilità al personaggio di Alice,una ragazza fragile ma allo stesso tempo disinvolta (vi ricordate Effy di Skins?). Se la prima sfida viene superata grazie alla bravura attoriale di Jasmine Trinca, la seconda trova qualche intoppo nella sceneggiatura. Andrea Molatoli è bravo a recuperare la timidezza e i tanti dubbi del protagonista presenti nel romanzo e trasportarli in un film che in fondo, più che di gravidanza, ci parla di occasioni, possibilità, sliding doors. Ed è bello osservare quanto si è buffi da giovani e quanto, proprio nella semplicità di quell’età, si riescono a fare scelte coraggiose. Slam non è un film perfetto, però comunica quella leggerezza inconsapevole, che accompagna la vita dei giovani e che inevitabilmente con l’esperienza si assottiglia, fino a nascondersi dietro sguardi accigliati.

Marta Leggio


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Marta Leggio

 
Sono Marta provengo dal profondo sud della Sicilia e mi diletto a filtrare quello che vedo attraverso le parole. Mi piacciono le storie emozionanti,le cose ben fatte, il buon cibo, le persone pacate e i film ben scritti. Non prendo mai niente eccessivamente sul serio però alcuni film hanno il potere di distruggermi. Ho molte insicurezze e limiti, ad esempio non capisco mai come comporre un buon finale...