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Pubblicato il 09/11/2017 da La Redazione in , , ,
 
 

#RomaFF12: Recensione di Borg McEnroe, un biopic che funziona

Borg McEnroe è un film del 2017 diretto da Janus Metz Pedersen e con Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf, Stellan Skarsgård, Tuva Novotny, Ian Blackman. La pellicola sarà distribuita nei cinema italiani da giovedì 9 novembre 2017 da Lucky Red

Quanto cinema in Borg McEnroe, il film drammatico creato dai paesi scandinavi è un’orchestra audiovisiva magistralmente diretta e montata. Un omaggio a una delle partite finali più incredibili di Wimbledon. Il film ha vinto la dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Estate 1980. Sta per prendere il via il Torneo di Wimbledon e i due giocatori più quotati per la vittoria sono lo svedese Bjorn Borg e l’americano John McEnroe. Due tennisti, e due giovani uomini, che non potrebbero essere più diversi, almeno secondo lo storytelling dell’epoca. Borg, già quattro volte vincitore a Wimbledon, è soprannominato “Uomo di ghiaccio“: algido, apparentemente privo di emozioni, una macchina segnapunti con un servizio a due mani che è una fucilata. McEnroe, di tre anni più giovane, è detto invece “Superbrat” perché sul campo impreca, dà in escandescenze e si accapiglia con gli arbitri

Il film ha una sceneggiatura solida e grintosa anche se convenzionale, dove i personaggi vengono costruiti piano, con una dicotomia ‘personaggio vs personaggio‘ un po’ stereotipata ma efficace per consegnare sul grande schermo un biopic che funziona. Nessun rischio di scrittura, nessuna presa di posizione o visione anti convenzionale di un fatto noto di cronaca ma una storia entusiasmante da raccontare.

Anna Pennella

 

 


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