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RomaFF12: Abracadabra, tre, due, uno… Ecco un bel film!

La recensione di Abracadabra di Pablo Berger con Maribel Verdú, Antonio de la Torre, José Mota, José María Pou e Quim Gutiérrez. Il film è stato presentato nella selezione ufficio della Festa del Cinema di Roma.

Carmen (Maribel Verdú) vive alla periferia di Madrid con suo marito Carlos (Antonio de la Torre). È una casalinga qualunque devota alla famiglia, mentre lui è un operaio edile e tifoso di calcio che vive per il Real Madrid. Un giorno le loro monotone vite cambiano per sempre. A un matrimonio il cugino di Carmen, Pepe (José Mota), un ipnotizzatore amatoriale, dà una dimostrazione. Chiede se tra il pubblico ci sia un volontario e Carlos, sebbene scettico, accetta. La mattina seguente Carlos comincia a comportarsi in modo strano – qualcosa è andato storto e adesso è posseduto da uno spirito. I due cugini iniziano insieme una surreale e comica ricerca per riportarlo alla normalità, mentre Carmen comincia a sentirsi stranamente attratta dal suo “nuovo” marito.

Abracadabra è la sorpresa che non ti aspetti. Un film prodotto in apparente economia, con ambientazioni scarne e una storia che su carta sembra prevedibile. Eppure la trama tutt’altro che originale del cambiamento improvviso di uno dei partner, dovuto a un apparente sortilegio, confeziona una commedia leggera e divertente al punto giusto.

La storia è semplicissima: lui burbero e insensibile, dedito unicamente a calcio, birra e giornate lavorative in cantiere. Lei annoiata, in cerca di stimoli che ravvivino un rapporto. L’occasione un matrimonio, condizionato nella riuscita dagli stessi protagonisti, ma che risveglia uno spirito indomito di amante premuroso. Ma la verità non è come sembra, e il passato spettrale comincia a fare capolino nella vita dei due. Gag divertenti e solleticate riflessioni vi porteranno in un baleno verso un finale sufficientemente efficace, ma comunque da rivedere.

Antonio Della Torre e Maribel Verdú fanno il loro dovere, oscurati da un José Mota apparentemente gregario ma pienamente a suo agio nel ruolo di cugino ora svampito ora profondo conoscitore dell’occulto.

Un film che non sembra avere mire di performance al botteghino, complice la fotografia comunque scarna e un trailer tutt’altro che accattivante, ma che potrà sicuramente ambire ad un posto di tutto rispetto in qualche catalogo di film in streaming, da consumare in una tranquilla serata primaverile.

Gianluigi Cacciotti


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