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Pubblicato il 08/11/2017 da Davide Sica in , , ,
 
 

#RomaFF12: “Le idee ci fanno innamorare” – David Lynch incanta la Festa del Cinema

David Lynch è proprio come te l’aspetteresti. O forse no. In fondo tutti i suoi film, così come Twin Peaks, sono famosi per essere composti da dinamiche spesso cervellotiche e complesse. L’uomo David Lynch, che si presenta alla Festa del Cinema di Roma per ritirare il premio alla carriera è invece una delle persone più semplici, cordiali e illuminanti che abbiano messo piede alla giovane kermesse capitolina.

Un cineasta straordinario spesso paragonato a Werner Herzog. Ma le ispirazioni di Lynch arrivano da altre vie:“Mi piace molto Werner Herzog, è un ossessivo e a me piacciono le persone ossessive. Però no, amo molto Franz Kafka e Jacques Tati ma prendo ispirazione dalle idee. Le idee somigliano ad un comune regalo di Natale e soprattutto le idee ci fanno innamorare.”

Un ricordo commosso, quello di Lynch su David Bowie, grande amico del regista:“Amavo David Bowie, è stata un’emozione enorme lavorare con lui. Gli proposi di partecipare alla terza stagione di Twin Peaks ma lui rifiutò, senza dirmi perché. Ora ho dato un senso a quel perché. Io trovavo eccellente il suo accento in Fuoco cammina con me. Lui tuttavia lo detestava. Gli dissi che tutti i poliziotti in Louisiana parlano così.”
Un altro grande collaboratore di Lynch, scomparso da poco, è Harry Dean Stanton:“Un interprete molto spontaneo. Dopo aver girato Una storia vera passammo una serata con lui in un bar e ci raccontò un aneddoto su dei conigli di cioccolato. Ridemmo moltissimo.”
La musica, uno degli elementi magnetici e più amati dei lavori del regista:“Un’arte così astratta da poter suscitare emozioni e idee. Quando scrissi Velluto Blu ascoltai Cajkovskij. Così come la versione di Blue Velvet di Bobby Vinton mi dette molte idee.”
Al centro dei discorsi di Lynch ci sarà sempre la meditazione trascendentale:“Viviamo in un mondo pieno di stress e negatività e la meditazione trascendentale apre le porte alla creatività e all’amore. Esiste un campo d’energia a cui tutti possiamo accedere attraverso la meditazione ed è una sensazione bellissima.”
Importante anche la riflessione sul connubio tra un artista e la sofferenza:“Questo connubio credo sia nato in Francia nell’epoca del Romanticismo. Però un artista non deve soffrire, deve comprendere la sofferenza. Dovremmo essere felici, goderci il mondo e il cibo italiano!”. Gli idoli:“Kubrick, Wilder e Fellini sono dei punti di riferimento e amo i loro film, da Lolita a Viale del Tramonto, così come 8 1/2.” 
Il passaggio da Philadelphia a Los Angeles:“Non ero un cinefilo e la mia ispirazione mi arrivava da una città sporca, lurida, corrotta, violenta e folle come Philadelphia. La adoro ma per i motivi sbagliati! Eraserhead – La mente che cancella, quel mondo, arriva proprio da Philadelphia. Arrivai a Los Angeles di notte  negli anni ’70 e la mattina dopo mi sono svegliato con una luce stupenda. Amo di L.A. il fatto che non si vedano confini. Simboleggia la possibilità d’inseguire i propri sogni.”

Davide Sica


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Davide Sica

 
Sono nato a Lecco nel 1987, su quel ramo del lago di Como. Dopo aver terminato gli studi superiori decido di vincere la timidezza partecipando a svariati seminari teatrali. Frequento per tre anni la scuola di recitazione del Centro Teatro Attivo di Milano e studio doppiaggio professionale con Aldo Stella. Nel frattempo mi diplomo in film editing all’Accademia dello Spettacolo e studio storia e critica del cinema. Metto in fila negli anni esperienze nel cinema indipendente, nell'animazione turistica, in radio e sul web. Tante cose e un unico comune denominatore: il cinema. Ecco il mio sito: www.davide-sica.it