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Pubblicato il 18/09/2017 da Edoardo Montanari in ,
 
 

Recensione Umorale di Valerian e la città dei mille pianeti

La Recensione Umorale di Valerian e la città dei mille pianeti,  da giovedì 21 settembre nei nostri cinema.

La Storia

Adattamento del fumetto Valérian and Laureline del 1967, il film di Luc Besson ci lancia in un mondo futuro dove gli alieni sono parte della vita quotidiana e dove lo scambio di cultura e tecnologia ha fatto progredire la Terra oltre ogni limite immaginabile.
Limite immaginabile in senso letterario ovviamente, perché se viene fatto un film, l’immaginazione c’è già stata. Ovvio no?

L’Inizio

Ma torniamo al film di Besson. Valerian e la città dei mille pianeti, è un film di estetica fantascientifica e fantasy con un pizzico di investigativo e una buona dose di action. Un film che lascia sorpresi fin dalle prime inquadrature sottolineate da Space Oddity di David Bowie. Una scelta azzeccatissima e che, personalmente, mi ha emozionato e lanciato in quella nuova fase della storia umana che spero arrivi il prima possibile. Perché, diciamocelo, sarebbe fichissimo!

L’Estetica

Valerian e la città dei mille pianeti, è un film esteticamente bellissimo, proprio per quella massa mastodontica di effetti speciali e ricostruzioni di ambienti che lascia stupiti e richiede almeno una seconda visione per goderne appieno. Anche se, va da sé ,che una seconda visione è sempre consigliata per qualsiasi film, perché alla prima visione sfuggono molti particolari e, a volte, anche delle citazioni.
Spiace dirlo, però, è un film che avrebbe potuto dare di più sopratutto nella versione 3D. L’utilizzo della profondità d’immagine è l’unica forma di espressione usata, mentre anche un utilizzo più spinto degli oggetti avrebbe potuto rende il film ancora più cosmico. Immagino, ad esempio, il distaccamento verso lo spettatore e non il mero utilizzo verso la scena. Ma il film è comunque bellissimo.

La Trama (senza spoiler) e gli attori.

Valerian (Dane DeHaan) e Laureline (Cara Jocelyn Delevingne) , sono due militari incaricati di compiere missioni speciali. Entrambi determinati, professionali e pieni di talento, anche se Valerian è un dongiovanni e Lareline una precisina.
I due si trovano ad indagare su di un oscuro segreto che potrebbe distruggere, anche se solo in senso metaforico, la terra e, durante il loro viaggio, a decidere del proprio futuro.
Lo so che detto in questo modo può voler dire tutto e niente, ma rischierei di spoilerare metà del film perché ogni punto della narrazione si collega al successivo e, quindi, a meno che non vogliate leggervi la relativa sezione spoiler accontentatevi di questo.
Incontreranno nella loro ricerca Bubble (Rihanna), splendida e decisamente d’effetto e Jolly The Pimp (Ethan Hawke), che per chi lo ha visto nella “Trilogia del giorno e dell’amore” con Julie Delpy (e solo in quella) rimarrà certamente sorpreso.
Sia Dane che Cara (Valerian e Laureline) sono in parte, forse leggermente meccanici e mono espressivi, mentre i personaggi di Bubble e Jolly si concedono di più dal punto di vista espressivo.
Forse è uno dei tratti distintivi di Besson, ma il suo fantascientifico è sempre piuttosto fumettoso. Per chi lo apprezza come regista, ed io sono tra questi, è un film che dona emozioni e sorprese.

Spolier come se piovessero (da leggere dopo la visione)

Forse la parte meno riuscita del film è la trama nel complesso. Valerian e la città dei mille pianeti, dura oltre le due ore ma la storia d’amore tra i due protagonisti si risolve solo alla fine e con una discreta fretta. Passando dal pudico bacio sulla guancia all’amplesso senza una via di mezzo. Esteticamente l’ho trovata piuttosto frettolosa, anche se funzionale al film.
Nella parte iniziale, c’è una certa confusione tra cosa genera la catastrofe che viene tenuta nascosta e la stazione spaziale internazionale. Questa ambiguità, probabilmente voluta, però, mi ha leggermente destabilizzato rendendo il film meno affascinante di quanto invece è.
Premetto che queste sono impressioni che mi porto dietro dopo alcuni giorni dalla visione, ed estremamente soggettive. Non mi aspettate sotto casa con un cric, non mandatemi email minacciose e via dicendo. Ho diritto alla mia opinione come voi alla vostra. Solo che la mia è giusta.
Buona seconda visione a tutti.

Edoardo Montanari


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Edoardo Montanari

 
Edoardo Montanari
Nasco a Roma nel 1975. Finite le superiori mi iscrivo ad Informatica alla Università “La Sapienza” di Roma. Ma, durante il tragitto da casa a scuola scrivo racconti. Decido allora di trasferirmi a Lettere Moderne all’università di Siena. Non pago della mia scelta, nel 2001 torno a Roma e mi iscrivo al Dams dell’Università degli Studi Roma Tre. Scrivo Racconti, Sceneggiature, Poesie. A tutt’oggi, sto per conseguire la laurea in Scienze Confuse ed allevo cambiali.