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Pubblicato il 27/06/2017 da Marta Leggio in , ,
 
 

Recensione di Ninna Nanna: contro il taboo della depressione post partum

Recensione di Ninna Nanna, opera prima di Enzo Russo e Dario Germani con Francesca Inaudi, Fabrizio Ferracane, Nino Frassica, Manuela Ventura, nelle sale dal 29 giugno 2017

Guarda la scheda del film

Cosa possono sapere gli uomini della depressione post partum? È questa la domanda che un po’ ingenuamente il pubblico si pone prima della visione di Ninna Nanna, film diretto e scritto da soli uomini, che racconta la sofferenza di questa malattia che colpisce una donna su nove. Opera prima che grazie alla perenne compostezza dei personaggi e della trama, restituisce una storia dolorosa, ma credibile. Merito in primis di Francesca Inaudi e di Nino Frassica che nel loro antitetico compito, riescono a trasmettere dolore e gioia e a creare dinamicità di registri. Merito anche di una terra come Gibellina, che nella sua crudezza e selvaggità non lascia spazio a luoghi comuni o a sponsor locali, come molto spesso capita. Una terra che è figlia di un parto, come racconta il regista Dario Germani “Gibellina nuova è figlia della Gibellina vecchia distrutta nel 1969 a causa di un terremoto”.

Anita (Francesca Inaudi) è una giovane enologa talentuosa, innamorata di suo marito. Quella che era la gioia più attesa e inaspettata, la nascita della figlia, si trasforma in un’esperienza soffocante e travagliata. La nascita della figlia, le continue attenzioni del mondo esterno nei confronti della piccola, i pianti strazianti di notte, porteranno Anita a fare i conti con il proprio passato. Un film che anticipa molti fatti di cronaca nera recenti, ma che allo stesso tempo non si lascia influenzare dal piacere delle tragedie e dei sentimentalismi. Tutto viene infatti affogato nella piena quotidianità, nella quale si lavora tutto il giorno, nella quale la suocera vuole poter essere d’aiuto e le parrucchiere non fanno altro che dire frasi fatte.

Marta Leggio


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Marta Leggio

 
Sono Marta provengo dal profondo sud della Sicilia e mi diletto a filtrare quello che vedo attraverso le parole. Mi piacciono le storie emozionanti,le cose ben fatte, il buon cibo, le persone pacate e i film ben scritti. Non prendo mai niente eccessivamente sul serio però alcuni film hanno il potere di distruggermi. Ho molte insicurezze e limiti, ad esempio non capisco mai come comporre un buon finale...