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Pubblicato il 01/02/2017 da Anna Pennella in , ,
 
 

La recensione de Il Diritto di Contare: la NASA come non si era mai raccontata

Il Diritto di Contare (Hidden Figures) è un film di Theodore Melfi con Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner, Kirsten Dunst. Il film uscirà nelle sale italiane l’8 marzo 2017.

Il film ha ricevuto tre nomination agli Oscar come Miglior Film, Miglior Sceneggiatura Non Originale e Miglior Attrice Non Protagonista per Octavia Spencer.

Per la scheda tecnica e il trailer clicca qui.

Nella Virginia segregazionista degli anni Sessanta, la legge non permette ai neri di vivere insieme ai bianchi. Uffici, toilette, mense, sale d’attesa, bus sono rigorosamente separati. Da una parte ci sono i bianchi, dall’altra ci sono i neri. La NASA, a Langley, non fa eccezione. I neri hanno i loro bagni, relegati in un’aerea dell’edificio lontano da tutto, bevono il loro caffè, sono considerati una forza lavoro flessibile di cui disporre a piacimento e sono disprezzati più o meno sottilmente. Reclutate dalla prestigiosa istituzione, Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson sono la brillante variabile che permette alla NASA di inviare un uomo in orbita e poi sulla Luna. Ma non solo, le tre matematiche si battono contro le barriere sessiste e razziali con eleganza e intelligenza.

 

Melfi racconta una storia della NASA finora inesplorata e, nonostante la canonicità con viene raccontata, il film è appassionante e piacevole. La sua forza deriva principalmente dal fatto che sia una storia di vita vera piena di speranza, tenacia e ottimismo. Le tre attrici tengono in piedi le fila del racconto costantemente con la loro bravura e Janelle Monàe, che quest’anno ha recitato anche in Moonlight, mostra di nuovo il suo talento. Le attrici, così come un sorprendente Kevin Kostner (il suo personaggio è l’unico ad essere stato inventato) si muovono nell’immagine filmica ben sorretti dalla sceneggiatura, solida e densa di frasi che fanno riflettere. Razzismo, sessismo non sono gli unici temi che fanno da collante alla storia: non meno importante infatti è l’importanza dei numeri nella vita quotidiana che la Melfi non manca di sottolineare. Se la matematica non ammette errori anche la penna della Melfi sembra seguire lo stesso principio: la sua scrittura alterna con giusto equilibrio humor e dramma, lascia spazio ad ogni personaggio senza trascurare alcun dettaglio.

 

Sebbene il film sia ambientato nell’America degli anni Sessanta tratta dei temi molto attuali e si colloca negli scaffali di quei film educativi che lasciano lo spettatore l’ispirazione per riflettere sui diritti civili.

Anna Pennella

 


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