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Pubblicato il 07/02/2017 da Marta Leggio in ,
 
 

Recensione di Mamma o Papà? Complimenti per l’arredamento!

Recensione di Mamma o Papà?, nuova commedia di Riccardo Milani con Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Luca Marino, Stefania Rocca, Carlo Buccirosso, nelle sale dal 14 febbraio 2017.
Consulta la scheda del film.

Pescate un titolo francese, invocate la commedia, il genere più nazional popolare che esista  e sperate che i due attori protagonisti facciano il miracolo. Questa è la ricetta, di per sé zoppicante del nuovo film di Riccardo Milani, adattamento del film francese Papa ou Maman. Paola Cortellesi e Antonio Albanese sono una coppia che molto serenamente decide di separarsi e la cui sola difficoltà, almeno all’inizio, è di come dirloai tre figli.  Un adolescente belloccio e ambientalista, un cellulare cona annessa pre-adolescente isterica e un piccolo genio che vince competizioni di scacchi, completano, insieme al criceto, il nucleo familiare. Due improvvise occasioni professionali, mettono in crisi la pacifica separazione e la commedia si trasforma in una lotta di sopravvivenza per convincere i figli a stare con la contro parte.

Una commedia che prima di qualsiasi tipo di analisi, merita una parentesi linguistica. Paola Cortellesi ha dimostrato nei suoi sketch comici che è brava a fare qualsiasi dialetto. Credibilità che però non riesce a ripetere nei 90 minuti di film in cui per parlare in veneto, perde di naturalezza e prende anche una paresi facciale. Nella sua maturazione artistica, Antonio Albanese , è più naturale e di conseguenza anche più divertente. “Mamma o Papà?” per il resto è una commedia che prosegue senza troppo carattere, tra situazioni comiche già viste (parallelismo della coppia di amici), slanci caratteriali stereotipati e un cattivo egoismo che per motivi soprattutto culturali, non riesce a essere pregnante come nella commedia francese. Una presenza alquanto banale della brava Matilde Gioli, come se per contratto deve essere scritturata in ogni film girato a nord di Roma.  Si ride poco e alla fine, si sopporta a pena questa escalation innaturale di “violenza” nei confronti dei propri figli, che rimangono a guardare. Un film che nel suo essere fatto così alla maniera “italiana”, manca di quel lato grottesco, che deve necessariamente essere presente, come scusante della non credibilità narrativa. Unico merito va a Carlo Buccirosso, che proprio per la bravura teatrale, riesce a divertire. Un film che scorre senza troppa infamia né gloria, la cui utilità è legata all’architettura della casa, minimalista ma accogliente. Ancora una volta, complimenti per l’arredamento!

Marta Leggio


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Marta Leggio

 
Sono Marta provengo dal profondo sud della Sicilia e mi diletto a filtrare quello che vedo attraverso le parole. Mi piacciono le storie emozionanti,le cose ben fatte, il buon cibo, le persone pacate e i film ben scritti. Non prendo mai niente eccessivamente sul serio però alcuni film hanno il potere di distruggermi. Ho molte insicurezze e limiti, ad esempio non capisco mai come comporre un buon finale...