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Pubblicato il 09/02/2017 da Marta Leggio in ,
 
 

Recensione di Cinquanta sfumature di nero: “il sesso alla vaniglia” di Christian Grey

Recensione del film Cinquanta sfumature di Nero, secondo capitolo della saga di successo di E. L. James con Dakota Johnson, Jamie Dornan, Bella Heathcote, Kim Basinger, Eric Johnson,Luke Grimes, Rita Ora, nelle sale dal 9 febbraio al cinema.

Leggi la recensione di Cinquanta sfumature di Grigio!

Il “sesso alla vaniglia” di Ana e Christian è come la polpetta al forno, invece che fritta, un dolce alla Nutella  con crema alla nocciola non Ferrero o una partita di calcio finita 0 a 0.

Dopo due anni di assenza (il tempo vola quando non si aspetta), torna il secondo capitolo della saga che ha emozionato le casalinghe inglesi e costretto tanti adolescenti a strappare le copertine dei romanzi di Pablo Coelo delle madri, per foderare quelle di E. L. James. Con il successo della saga  letteraria (125 milioni di copie), la trasposizione cinematografica era un successo assicurato? Certe storie nascono per fare soldi e con i 570 milioni di dollari di incasso nel primo film, la saga di 50 sfumature, rientra in questa categoria. Peccato però che non verrà ricordata come la storia erotica più eccitante di sempre, a causa di attori privi di carica erotica a letto e di senso dell’umorismo fuori dal letto.

Il secondo capitolo inizia ricordandoci quanto Anastacia Steele sia una donna fortunata, anche senza Christian Grey. I due però si rincontrano e decidono di provarci di nuovo,  “senza regole, senza punizioni e senza segreti“. Una storia d’amore? Non proprio, visto che più che sentimento, scaturisce in Christian la voglia di possedere Ana e in Ana uno spirito da crocerossina, tale da mettere inizialmente il lavoro di lato. Questo secondo episodio è considerato dai fan il meno riuscito della serie, ma l’incursione della relazione d’amore e la presenza di elementi thriller, rendono il nero più digeribile del grigio. Certo, i video di Rihanna hanno una carica erotica superiore alle scene di sesso presenti nel film, che riescono solo a farci apprezzare le possibili varietà di colore con cui si può lavorare il pizzo.

Con occhio assopito, il film si svincola da tutte le reali intenzioni con cui è stato realizzato (una favola d’amore contemporanea) e conferma la sua comicità nella sceneggiatura, ma anche nella regia (James Foley). Indice puntato contro l’attrice di A bigger splash, che non riesce a essere sarcastica e produce gorgheggi anche quando non deve e contro la scena dell’elicottero, girata e montata come se fossimo in Scary Movie. I personaggi secondari sono delle macchiette con una Kim Basinger milf e una Rita Ora versione Disney Channel. La sceneggiatura affidata a Niall Leonard, marito della scrittrice della saga, al suo primo lavoro, non riesce a svincolarsi dall’influenza coniugale, producendo dei dialoghi scontati e privi di consistenza.

Le riflessioni moraliste sulla profondità di questa relazione, sulla comunicazione tra i due, sul ruolo della donna/oggetto, sul femminismo, sul gender, le lascio ad altre. Cinquanta sfumature di nero continua ad essere una saga cinematograficamente imperfetta, ma innovativa. Più che condannare il film (suvvia è pur sempre finzione), condannerei le donne che prendono il film e il libro troppo seriamente e vivono con il solo scopo di poter avere una storia d’amore del genere (a sperarci, ci spero pure io).

E’ la realtà e non la finzione, a volte, ad essere una sconfitta annunciata. 

Marta Leggio


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Marta Leggio

 
Sono Marta provengo dal profondo sud della Sicilia e mi diletto a filtrare quello che vedo attraverso le parole. Mi piacciono le storie emozionanti,le cose ben fatte, il buon cibo, le persone pacate e i film ben scritti. Non prendo mai niente eccessivamente sul serio però alcuni film hanno il potere di distruggermi. Ho molte insicurezze e limiti, ad esempio non capisco mai come comporre un buon finale...