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Pubblicato il 08/05/2017 da Anna Pennella in ,
 
 

La recensione di Alien: Covenant il ritorno terrificante di Ridley scott

Alien: Covenant è un film del 2017 diretto da Ridley Scott e con Michael Fassbender, Katherine Waterston, James Franco, Noomi Rapace, Guy Pearce, Carmen Ejogo, Billy Crudup, Danny McBride, Demian Bichir, Jussie Smollett, Amy Seimetz, Uli Latukefu, Andrew Crawford, Nathaniel Dean. Il film uscirà nelle sale l’11 maggio 2017.

Il sequel di Prometheus è un brutto film con delle potenzialità anche se si struttura come se il regista avesse fatto una compilation dei momenti più singolari del film del 1979. Scott carica Alien di horror e scene splatter come mai aveva fatto prima, nonostante manchi tutta la suspense di Alien.

La storia racconta di una navicella colonizzatrice che sta portando più di duemila esseri umani, tra embrioni e persone adulte, in un nuovo pianeta per poter continuare la specie umana. Durante il viaggio l’equipaggio capta delle frequenze da un altro pianeta, frequenze che sembrano testimoniare la presenza di esseri umani. Il capitano decide di variare la rotta per vedere cosa si nasconde su quel pianeta e una volta che la navicella è atterrata inizia l’incubo Alien.

Il film però non è veloce allo stesso modo in cui i personaggi si rendono conto di aver commesso un errore. Il film viene penalizzato da quasi un’ora di passaggio prima che raggiungano il pianeta e un’altra mezz’ora scorre prima che anche lo spettatore si emozioni. Passiamo molto tempo con i personaggi ma continuiamo a non sapere molto su di loro.

Al centro della storia canonica di Alien, Ridley Scott insiste parecchio sul tema del doppio e sulla questione filosofica della colonizzazione. Uno spunto molto interessante anche se per svilupparlo in maniera efficace, il registra avrebbe dovuto fare un altro film. La storia di Alien e quella dell’androide non attacca insieme e lo spettatore viene continuamente sposato da un focus all’altro sperando che prima o poi succeda qualcosa di rivoluzionario quando invece tutto è banale e scontato. I personaggi sono noiosi e non sono per niente approfonditi, anche la protagonista ci mette tanto tempo per essere inquadrata dallo spettatore. I misteri sono evidenti e non c’è quella suspense che avevamo conosciuto con Alien: non c’è una scena memorabile se non quella della donna morta nell’acqua.

Insomma in Alien: Covenant sembra che Ridley Scott abbia perso una po’ la rotta, concentrandosi prima su un tema (quello della colonizzazione) e poi su un altro (quello del doppio e dell’androide) senza approfondirne nessuno, lasciando il pubblico perplesso. A questo punto poteva trattarsi di un mostro qualsiasi.

Anna Pennella


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