Breaking news
 

 
0
Pubblicato il 18/10/2017 da Gabriele di Grazia in
 
 

Presentato al Teatro Eliseo di Roma Brutti e cattivi, film debutto di Cosimo Gomez

È stato presentato al Teatro Eliseo di Roma Brutti e cattivi, opera prima di Cosimo Gomez con Claudio Santamaria, Marco D’Amore, Sara Serraiocco e Simoncino Martucci, un film fuori dal comune che ricalca il successo di opere come Smetto quando voglio di Sydney Sibilia, Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti e I peggiori di Vincenzo Alfieri richiamandone le atmosfere violentemente pulp e che si ispira ad un certo tipo di cinema americano che in Italia viene proposto da almeno vent’anni da autori come i Manetti Bros. e che solo ultimamente sta catturando l’attenzione di una larga fetta di pubblico, soprattutto giovanile. La pellicola uscirà nelle sale il 19 ottobre distribuita da 01 e coprodotta da Eliseo Cinema e Rai Cinema.

Innanzitutto è stato chiesto al regista in che modo si è approcciato alla regia di questo film, la sua prima. Gomez ha risposto:

Nella vita sono stato prevalentemente scenografo, ma ho sempre nutrito dentro di me la passione per la scrittura e la sceneggiatura. Lavorando per il cinema accanto ad altri registi mi è venuta pian piano la voglia di avvicinarmi alla regia. Mandai il soggetto di Brutti e cattivi al Premio Solinas ed ottenni il primo riconoscimento, poi grazie al coraggio dei produttori che hanno voluto scommettere sul film sono riuscito a girarlo.

 

Circa le fonti di ispirazione che hanno portato alla scrittura della storia il regista ha dichiarato:

Anche se il richiamo a Freaks, capolavoro di Tod Browning, può sembrare palese, per Sporchi e cattivi ci siamo rifatti soprattutto alla commedia italiana di Monicelli e di Scola, e d’altra parte il titolo è un chiaro riferimento a Brutti, sporchi e cattivi, una delle opere più riuscite del maestro scomparso a gennaio dell’anno scorso. Un’altra fonte di ispirazione è stato sicuramente il cinema di Guy Ritchie e di Tarantino, soprattutto per quanto riguarda la parte visiva.

 

È stato poi domandato agli attori cosa li avesse portati ad accettare il ruolo. Hanno rivelato:

Claudio Santamaria: Il mio personaggio, come tutti gli altri, era molto credibile e portatore di un dolore interiore e di una rabbia che lo faceva muovere. In lui c’era qualcosa di vero che lo rendeva interessante e non solo una figura bidimensionale costruita per far ridere. Per questo sono stato subito attratto dal soggetto e dall’idea di interpretare il Papero.

Marco D’Amore: (scherzando) Io ho accettato la parte perché il mio personaggio aveva più capelli di quello di Claudio…

Sara Serraiocco: Ho amato sin da subito la trasformazione fisica che avrebbe previsto il mio personaggio, una dark lady priva di braccia ma con un carattere spietato e senza mai alcun senso di colpa. 

Simoncino Martucci: Il personaggio sembrava essere stato scritto proprio su di me, e dopo aver letto la sceneggiatura ho capito che avrei portato sullo schermo un po’ della mia vita. Così ho accettato subito.

Fabiano Lioi: (scherzando sulla sua disabilità e rivolgendosi al regista) Interpretare la parte del disabile infame per me è stata una grande opportunità. Io le gambe le avevo, ma il regista ha deciso di togliermele nel film. Grazie davvero, Cosimo.

Quando è stato chiesto al regista cosa avesse voluto raccontare col suo film, Gomez ha replicato:

Non volevo che la disabilità fosse al centro del racconto. Questa è la storia di un gruppo di persone astute e infami che si mettono insieme per organizzare una rapina. Sono tutti spinti da un desiderio di rivalsa sociale, poiché vivono in una realtà che non dà loro dei punti fermi. Hanno tutti un passato da raccontare che li ha portati ad essere quello che sono e che li rende tridimensionali agli occhi del pubblico.

 

Nel procedere della conferenza stampa interpreti e regista hanno raccontato alcuni aneddoti riguardanti il reclutamento degli attori:

Cosimo Gomez: Gli attori li ho chiamati dopo aver realizzato gli storyboard del film. Avevo bene in mente cosa avrei voluto realizzare, e i disegni mi hanno dato un’idea visiva delle varie scene e dei personaggi.

Sara Serraiocco: Quando ho ricevuto la sceneggiatura con allegati gli storyboard ho capito cosa voleva il regista. Per il personaggio mi sono ispirata ad una ragazza senza braccia che frequentava la mia stessa scuola di danza. Durante il provino ho pensato a lei per dar vita alla mia Ballerina.

Cosimo Gomez: Sara sapeva scrivere il suo nome con il piede già durante il provino. Ha dimostrato, così, di essere in grado di interpretare quel ruolo senza l’ausilio di una controfigura.

Marco D’Amore: Sono stato scelto dal produttore Fabrizio Mosca che mi aveva fatto debuttare nel 2009 con Una vita tranquilla. La sceneggiatura mi aveva catturato e così accettai dicendo a Cosimo che pur di partecipare al film sarei stato disposto anche ai lavori più umili sul set. Per me poter recitare in un’opera prima così coraggiosa rappresentava una bella scommessa.

Claudio Santamaria: Accettare il ruolo è stato facile per me dopo aver ricevuto la sceneggiatura e lo storyboard. Non potevo dire di no.

Simoncino Martucci: Ero in giro per i fatti miei quando per caso mi si avvicinò un uomo che cominciò a fissarmi. Infastidito gli chiesi cosa volesse e quello di presentò: era il produttore Fabrizio Mosca. Mi disse che mi voleva per una parte in questo film ed io accettai.  

Verso il termine dell’incontro è intervenuto anche il produttore Fabrizio Mosca:

Quando lessi il copione di Brutti e cattivi, quattro anni fa, mi emozionò molto. Credo che questo film funzionerà perché racconta una storia diversa dal solito. A dare credibilità all’intero progetto è il cast, sono tutti attori fantastici. Assistetti al provino in macchina con Claudio Santamaria e Marco D’Amore ed erano entrambi gasati nel vestire i panni di quei personaggi così particolari. Proporre questo progetto a Rai Cinema è stata una scommessa vincente, ora la palla passerà al pubblico, ma sono molto fiducioso.

 

A chiudere la conferenza stampa è stato il regista:

Già essere andati a Venezia per noi tutti è stato un grande successo e un motivo d’orgoglio. Spero davvero che questo film vada bene.

 

 

 

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

Gabriele di Grazia

 
Classe 1985, sono da sempre appassionato di cinema, da quando i miei genitori mi portarono a tre anni a vedere L’ultimo imperatore di Bertolucci. Non che ricordi molto di quella mia esperienza in sala, tra l’altro i miei mi ci portarono perché quel giorno non sapevano a chi lasciarmi, però il sapere di aver messo per la prima volta piede in un cinema per assistere proprio ad un film di Bertolucci ha sempre suscitato in me un forte motivo d’orgoglio (finché Bertolucci non si rifiutò di autografare la mia copia DVD de L’ultimo imperatore). Cresciuto a pane e videocassette, amante del cinema fantastico di Spielberg, Lucas e Zemeckis, a cinque anni mi innamorai perdutamente di Jessica Rabbit e passai tutte le elementari e le medie sognando di essere Marty McFly. Sicuramente il LunEur ha contribuito molto allo sviluppo della mia immaginazione con i suoi scenari e pupazzi alla Goonies, e credo che non sarei lo stesso se non avessi frequentato quel posto favoloso e gotico (e pericoloso) sin dalla tenera età. Coi miei amici abbiamo cominciato a girare cortometraggi a quindici anni e non abbiamo più smesso. Ancora oggi coltivo la passione per il doppiaggio, la recitazione, la sceneggiatura e la scrittura di articoli riguardanti il cinema. Altri interessi: la lettura, il disegno, la musica pop rock che va dagli anni 50 agli anni 80 e i dinosauri. Ma queste sono altre storie…