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Pubblicato il 05/03/2017 da Francesca Sordini in ,
 
 

Pirati dei Caraibi 5 rivela stanchezza già dai trailer

I primi Pirati dei Caraibi avevano dalla loro una peculiarità. Erano riusciti a risuscitare un genere fino ad allora considerato vecchio e stantio grazie a personaggi sopra le righe – su tutti Jack Sparrow, ormai entrato nell’immaginario collettivo come il filibustiere per eccellenza – interagenti in una storia che ha in sé tutti gli elementi narrativi del genere: le grandi navi, la lotta con la Marina inglese, le maledizioni, i grandi tesori, l’avidità, gli arrembaggi e gli ammutinamenti, le isole deserte, le fanciulle di buona famiglia, le leggende dei marinai.

I primi tre film avevano qualcosa da dire. Il quarto capitolo, stimato essere da Forbes la pellicola più costosa della storia del cinema, francamente si può saltare: anche i nuovi elementi introdotti dalla trilogia (i personaggi macchiettistici, per l’appunto, la bontà di fondo che accompagna tutti, le spericolate acrobazie, i voltafaccia di Jack Sparrow) cominciano a stancare.

Vedendo i primi tre trailer di Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar, è giustificato pensare che la quinta operazione non sarà meglio della quarta. Avvalendosi di inquadrature già sperimentate – il misterioso pirata che scende le scale, ad esempio – sembra che La vendetta di Salazar non aggiungerà molto al resto della saga. A partire dalla locandina, mai così scialba e con un Johnny Depp dall’espressione così poco convinta. Nel quinto capitolo, tutti cercano Jack Sparrow (di nuovo). Stavolta a volerlo morto è Salazar, per l’appunto, misterioso pirata che sembra più un fantasma che altro (dopo i morti viventi e i pirati pesci ovviamente serviva una terza categoria). Si presta al difficile make-up Javier Bardem, dopo che la moglie Penélope Cruz aveva partecipato a Oltre i confini del mare. Gli sceneggiatori per questa nuova occasione hanno pensato al figlio di Jack Turner ed Elizabeth Swann (Keira Knightley è l’unica veterana che ha avuto il buon gusto di non partecipare): segno che le idee scarseggiano e bisogna coprire come si può i buchi della trama. Ultima, ma non meno importante, una donzella femminista che studia astronomia e si batte per poter studiare all’università, anche quando bisogna trovare il Tridente di Poseidone per intrinseche necessità narrative. La lotta per le pari opportunità è una cosa che anni fa non avrebbe sfiorato la mente di Knightley neanche per sbaglio. Tanto per dire in che tempi impegnati siamo costretti a vivere.

Francesca Sordini


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