Breaking news
 

 
0
Pubblicato il 08/02/2017 da Francesca Sordini in , , ,
 
 

Pearl, il corto in realtà virtuale di Google nominato all’Oscar

Dura poco più di cinque minuti il corto di Google nominato agli Oscar 2017 come miglior cortometraggio animato. Lo ha prodotto – e disegnato – la Google Spotlight Stories, che sta sviluppando la visione di video a 360 gradi (e infatti guardando Pearl possiamo muovere il cursore ed esplorare l’interno dell’automobile). Non ha altra ambientazione Pearl, equivalente cinematografico della short story incentrata su un padre e una figlia molto folk, molto gitani, molto vagabondi. L’auto è la vera protagonista del film, dato che si parla di un suo recupero, un piccolo flashback e un dolcissimo finale.

Si chiama realtà virtuale, e siccome in Google non sono mica scemi hanno chiamato qualcuno che di animazione sapeva più di loro: in questo caso, Patrick Osborne, che ha già vinto la sua statuetta per Feast, nel 2015. I disegni sono fatti a mano, e i personaggi prendono vita come se ogni loro forma fosse un pezzetto di carta velina. Durante il video possiamo guardarci attorno nell’abitacolo dell’automobile, che cementa il rapporto tra un padre e sua figlia.

Nulla a che vedere con la complessità di Borrowed Time. Si ha il sospetto che Pearl sia stato preso in considerazione più per l’avanguardia tecnica che per la storia e i disegni. Ma è una piccola, toccante parentesi. E per una volta non finisce male.

Francesca Sordini


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

Francesca Sordini

 
Da piccola ho voluto fare, nell'ordine, la cavallerizza, la pittrice e la ballerina. Tutti mestieri sottopagati, esattamente come lo è fare il giornalista. Mestiere che non mi piaceva, mentre a mia nonna sì. Andò a finire che nonna ci aveva visto più lungo di tutti.