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Pubblicato il 19/05/2017 da Davide Sica in ,
 
 

Life As Netflix: Wiener-Dog e il cinema di Todd Solondz

Nuovo appuntamento con la rubrica Life As Netflix, che ogni settimana analizzerà le novità e i film più interessanti che circolano sulla piattaforma streaming più conosciuta del mondo.
Con l’arrivo della bella stagione Netflix non vuole essere da meno e titoli sempre più interessanti abbondano anche nel mese primaverile per eccellenza.

Tra i film più interessanti che Netflix propone in queste settimane, e che al cinema non ha trovato al momento spazio, c’è sicuramente Wiener-Dog, ennesimo splendido lavoro di Todd Solondz. Episodico e circolare. Come la vita e come il cinema di Todd Solondz. Ad unire le storie di Wiener-Dog è una bassottina, portatrice simbolica di tutti i dolori, le ansie e la paure dei suoi padroni. Di luogo in luogo. Di storia in storia.
Ecco allora che dapprima rappresenta il regalo di un padre (Tracy Letts) al figlioletto Remi (Keaton Nigel Cooke), in convalescenza dopo una malattia e mal sopportato dalla madre Dina (Julie Delpy). Da una lussuosa villa di periferia si passa all’appartamento di Dawn Wiener (Greta Gerwig), personaggio già presente da protagonista nella filmografia di Solondz, nel film Fuga dalla scuola media del 1995, allora interpretata da Heather Matarazzo. L’insicura Dawn incontra un suo ex compagno di scuola al  supermarket, Brandon (Kieran Culkin) e lo segue in un misterioso viaggio su un malmesso furgone, insieme alla cagnolina.
Danny DeVito è invece un insegnante di sceneggiatura, Dave Schmerz, depresso e frustrato, il cui unico amico è proprio la cagnetta. Infine Nana (Ellen Burstyn), un’anziana e algida signora in fin di vita.
Quattro storie, quattro racconti che indagano la solitudine e le ipocrisie dell’America odierna, con un alcune sequenze di assoluto livello, dove il tono sarcastico e ironico prendono il sopravvento. Pungente e caustico anche nei riferimenti ad altre pellicole, tra cui, la più evidente è senz’altro quella a Boyhood. Todd Solondz colpisce nel segno ancora una volta, suscitando riso amaro e riflessioni sul presente di una quotidianità svuotata da una ricerca insistita di un senso, mentre vaghiamo disperati alla ricerca di una giusta, valida e soddisfacente direzione.

Davide Sica


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Davide Sica

 
Sono nato a Lecco nel 1987, su quel ramo del lago di Como. Dopo aver terminato gli studi superiori decido di vincere la timidezza partecipando a svariati seminari teatrali. Frequento per tre anni la scuola di recitazione del Centro Teatro Attivo di Milano e studio doppiaggio professionale con Aldo Stella. Nel frattempo mi diplomo in film editing all’Accademia dello Spettacolo e studio storia e critica del cinema. Metto in fila negli anni esperienze nel cinema indipendente, nell'animazione turistica, in radio e sul web. Tante cose e un unico comune denominatore: il cinema. Ecco il mio sito: www.davide-sica.it