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Pubblicato il 27/05/2017 da Davide Sica in ,
 
 

Life As Netflix: Bojack Horseman smaschera il falso ad Hollywood

Nuovo appuntamento con la rubrica Life As Netflix, che ogni settimana analizzerà le novità e i film più interessanti che circolano sulla piattaforma streaming più conosciuta del mondo.
Con l’arrivo della bella stagione Netflix non vuole essere da meno e titoli sempre più interessanti abbondano anche nel mese primaverile per eccellenza.

 


Questa settimana Life As Netflix si occupa di una delle serie più apprezzate su Netflix. Ci concediamo una piccola deviazione dal panorama cinematografico che propone la piattaforma streaming perchè Bojack Horseman è una serie animata che al cinema si rapporta attraverso vari aspetti, sia espliciti che impliciti. Espliciti perchè l’ambientazione è Hollywood, mecca di sogni e tomba di successi, la sorgente delle montagne russe di uno show chiamato popolarità, visibilità e fama. In Bojack Horseman, il cui titolo prende il nome dal protagonista, convivono esseri umani e animali antropomorfi che si rapportano tranquillamente tra loro.
Bojack è un cavallo che anni fa fu la star di una sit-com dal titolo Horsin’ Around e che dopo la chiusura della serie non è più riuscito ad ottenere quel livello di popolarità. Vive in una lussuosa villa dove passa le giornate oziando e ubriacandosi. Ha una relazione altalenante con la sua agente, la gatta Princess Carolyn, e da qualche anno ospita più o meno volontariamente un ragazzo disoccupato di nome Todd, imbucatosi ad una sua festa e di fatto diventato col tempo il suo coinquilino e migliore amico. Nel frattempo la rivalità con il labrador Mr. Peanutbutter, famosa e sbruffona star che rappresenta l’opposto di Bojack, è uno dei tratti salienti della serie, acuita dal crescente interesse di Bojack per la sua ghostwriter, Diane, fidanzata con il cane.
Se i riferimenti cinematografici sono espliciti e le citazioni nel corso degli episodi – la serie è arrivata già alla terza stagione – sono frequenti, i contenuti impliciti che si rapportano più o meno espressamente al cinema riguardano probabilmente l’aspetto migliore di Bojack Horseman, che con la sua satira dissacrante e il suo modo di raccontare le ipocrisie, i sotterfugi e l’opportunismo più bieco dello star system hollywoodiano, eleva la serie nell’Olimpo degli show Netflix, creata dalla fumettista Lisa Hanawalt e che comprende nel cast di doppiatori star come Will Arnett, Amy Sedaris, Alison Brie e Aaron Paul, il Jesse Pinkman di Breaking Bad.

Davide Sica


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Davide Sica

 
Sono nato a Lecco nel 1987, su quel ramo del lago di Como. Dopo aver terminato gli studi superiori decido di vincere la timidezza partecipando a svariati seminari teatrali. Frequento per tre anni la scuola di recitazione del Centro Teatro Attivo di Milano e studio doppiaggio professionale con Aldo Stella. Nel frattempo mi diplomo in film editing all’Accademia dello Spettacolo e studio storia e critica del cinema. Metto in fila negli anni esperienze nel cinema indipendente, nell'animazione turistica, in radio e sul web. Tante cose e un unico comune denominatore: il cinema. Ecco il mio sito: www.davide-sica.it