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Pubblicato il 08/06/2017 da Davide Sica in ,
 
 

Maria per Roma arriva al cinema: l’intervista a Karen Di Porto

Da questa sera, giovedì 8 giugno, esce nelle sale cinematografiche Maria per Roma, esordio alla regia per l’attrice Karen Di Porto, che presentò la pellicola alla scorsa Festa del Cinema di Roma.
Leggi la nostra recensione al film su Cinemamente.
In occasione dell’uscita nelle sale del suo film, l’abbiamo incontrata e ci ha parlato del percorso di Maria per Roma, che non si è esaurito alla fine del film ma è proseguito, nell’arco di questi mesi.
Guarda l’intervista-video alla Festa di Roma.

Ho avuto il piacere di vedere Maria per Roma sette mesi fa alla Festa del Cinema di Roma e ora ci siamo, Maria per Roma esce oggi nei cinema, grazie a Bella Film. Come sono stai questi sette mesi?

– Siamo usciti dalla Festa del Cinema con un produttore che ci disse che avrebbe preso il film e inizialmente ci ha prospettato un’uscita nelle sale a maggio ma il tutto è slittato a giugno e credo sia una scelta giusta.

Nel personaggio di Maria credo che molti spettatori potranno identificarsi, perché tu mi dicesti che avevi fatto un film per te stessa ma sai bene poi che il pubblico tende ad indentificarsi molto con i personaggi del film che sta guardando. Secondo te sarà così?

Credo che in questi mesi io abbia avuto il tempo di riflettere e c’è una parte del film che non è così cosciente. Però vedo tante persone nella situazione di Maria, che fanno lavori sostitutivi per cercare di inseguire il proprio sogno. A Roma poi spesso gli attori che ‘fanno altro’ sono veramente tanti: baristi, babysitter, camerieri. Io ho puntato su Roma perchè un ambiente che conosco e che si presta a questo tipo di racconto.

– Maria nel film trova una miriade di difficoltà nel raggiungere il suo scopo e Roma è sullo sfondo, come un attore aggiunto del cast. Visto che Roma è anche lo sfondo della vita di Karen, secondo te quanto è Roma il problema oppure Maria poteva vagare per Firenze o per altre città.

Roma ha delle lentezze, ha delle problematicità e sicuramente ci sono personaggi che sono tipicamente romani. In generale, secondo me, la tematica è un po’ rapportabile alla situazione di tutta Italia, con le dovute differenze perchè Roma ha le sue caratteristiche. 
In ogni caso vorrei chiarire un punto che mi sta a cuore. Certe scelte che sono state viste come un limite di sceneggiatura è stata in realtà una scelta precisa, con Maria che corre per Roma e poi non accade niente. Volevo raccontare una parabola che non porta in punto preciso, come un criceto che corre sulla ruota, ed è stata una scelta ragionata. Per reggere una struttura del genere ci vuole comunque un lavoro prima di costruzione delle scene non indifferente. Sono contenta del risultato finale e ci tenevo a precisare questa cosa.

– Al netto delle critiche che si possono fare o meno al film, a me quello che colpì quando vidi Maria per Roma è l’equilibrio tra il comparto ironico e quello più drammatico e soprattutto traspare la sincerità di fondo del progetto. Questo film rappresenta la tua opera prima. In futuro, magari lavorando a progetti con un maggior impianto produttivo, cercheri di mantenere questa poetica così sincera?

Parto da un presupposto: da ebrea e appartenente alla comunità ebraica di Roma posso dirti che siamo abituati a trovare il comico dentro le situazioni più difficili e questa è sicuramente una matriche che io ho dentro. In questo momento sto finendo un film tratto dal libro di Giuliano Santoro, intitolato Al palo della morte e ambientato a Tor Pignattara. Sto cercando di portare questo film che parla della violenza e di razzismo in chiave femminile. Dal punto di vista femminile. E in quel tipo di storia ci sono degli elementi comici ma c’è poco spazio. Inoltre sto lavorando a una commedia sulla comunità ebraica di Roma e sto cercando il regista adatto per farlo.

– Il film uscirà in quali sale d’Italia?

Attualmente sarà in proiezione solo nelle sale di Roma. Sappiamo che probabilmente andremo in piazze come Napoli, Palermo, Torino, Bari, Firenze. Tuttavia siamo ancora in forse perchè vedremo come andrà sulla piazza romana.

Davide Sica

 

 

 


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Davide Sica

 
Sono nato a Lecco nel 1987, su quel ramo del lago di Como. Dopo aver terminato gli studi superiori decido di vincere la timidezza partecipando a svariati seminari teatrali. Frequento per tre anni la scuola di recitazione del Centro Teatro Attivo di Milano e studio doppiaggio professionale con Aldo Stella. Nel frattempo mi diplomo in film editing all’Accademia dello Spettacolo e studio storia e critica del cinema. Metto in fila negli anni esperienze nel cinema indipendente, nell'animazione turistica, in radio e sul web. Tante cose e un unico comune denominatore: il cinema. Ecco il mio sito: www.davide-sica.it