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RomaFF12, la recensione di Love Means Zero: il profondo racconto di una figura controversa

Love Means Zero: la recensione del documentario diretto da Jason Kohn e presentato alla dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

All’età di ottantasei anni, il famoso allenatore di tennis Nick Bollettieri è una leggenda vivente. Nella sua scuola in Florida ha cresciuto generazioni di campioni: Courier, Seles, Agassi e molti altri. Nessun altro coach ha raggiunto il suo successo, la sua influenza o la sua fama. Tanta grandezza, però, ha avuto un prezzo. Otto matrimoni, un dissesto finanziario e la drammatica rottura con il figlio putativo e amato studente Andre Agassi. Lo stesso Agassi, nel suo libro “Open”, parla ampiamente del loro rapporto problematico e complesso di amore e odio. Love Means Zero racconta la storia di questo coach così celebrato e controverso, ed esplora il prezzo della sua irrefrenabile corsa verso la grandezza.

IL TRAILER

OPINIONE

Nick Bollettieri è un allenatore di tennis ignobile e geniale, scellerato e generoso, cinico e influente. E’ una figura controversa, quella delineata dal bel documentario provocatorio diretto da Jason Kohn e prodotto da Showtime, che ha addestrato generazioni di ragazzi e ragazze destinati a diventare campioni. Uno dei primi lifecoach della storia che, più che sulla tecnica, andava ad allenare il cervello e le emozioni. Proprio quelle che lui non provava per i suoi campioni in erba.
Nick Bollettieri fondò e gestì l’accademia di tennis più famosa di America – a metà tra un resort e una prigione – con maestria e dittatura, visto come una figura paterna dai suoi allievi e come un grande allenatore dallo show business.
Amore e odio.


Ma quella grandezza ha un prezzo personale, un prezzo che lo stesso Bollettieri si è reso conto di aver pagato a distanza di anni. E’ un genio o un tiranno? Non ci sono risposte semplici: il coach di Agassi (tra gli altri), quello che lo ha fatto crescere e diventare un campione affermato, è una figura controversa, come ammesso dallo stesso Bollettieri: “queste interviste mi hanno fatto riflettere su me stesso e probabilmente, ripensandoci, adesso non avrei fatto la metà delle cose che ho fatto”.
L’unico momento in cui il protagonista si lascia sopraffare dalle emozioni è quando legge la lettera che il suo talento/figlio prediletto Andrè Agassi gli ha inviato molti anni dopo il traumatico divorzio sportivo del 1995. Una frattura mai ricomposta – proprio perché legata a sfere sentimentali e personali più che sportive – con un botta e risposta che è proseguito negli anni con “scambi” di interviste e libri (come Open, di Andrè Agassi).

Una resoconto profondo, una visuale parziale ma affascinante e una colonna sonora che dà ritmo alla narrazione: Love Means Zero è un’esplorazione complessa ed emotiva degli alti e bassi della vita – e della carriera – di Nick Bollettieri, colui che ha reinventato il tennis nella sua corsa verso la grandezza e cresciuto campioni come Jim Courier, Andre Agassi (che non ha voluto partecipare al documentario), Boris Becker, Monica Seles alle sorelle Serena e Venus Williams per alimentare il suo ego smisurato.

Marco Visco

 


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Marco Visco

 
Sono nato a Roma nell'anno dei mondiali, quelli dell'82 e Paolo Rossi era un ragazzo come noi. Tra cartoni animati, vecchie serie tv e saghe di acchiappafantasmi e di ritorni al futuro sono cresciuto e mi sono laureato in Scienze delle Comunicazioni. Dopo aver imparato la "professione" tra redazioni, servizi e articoli ho avuto il privilegio di dirigere la testata giornalistica cinematografica Cinemamente.