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Pubblicato il 06/04/2017 da Francesca Sordini in ,
 
 

Libere, disobbedienti, innamorate: la Tel Aviv femminista di Maysaloun Hamoud

Libere, disobbedienti, innamorate – In Between è un film del 2016 diretto da Maysaloun Hamoud con Mouna Hawa, Shaden Kanboura, Sana Jammelieh, Mahmoud ShalabyRiyad Sliman. Qui trovi la scheda del film.

E’ femminismo con la F maiuscola quello propugnato da Maysaloun Hamoud, alla sua opera prima con Libere, disobbedienti, innamorate, titolo accattivante e spropositatamente lungo che mal coglie l’inglese In Between, ottima esemplificazione della terra di mezzo tra il bigottismo e l’emancipazione abitata dalle tre protagoniste. Bravissime e pochissimo patinate, anzitutto. Non come nel cinema italiano, in cui bisogna essere sempre con la piega perfetta e la pancia piatta. Due delle tre sono deliziosamente e vistosamente in sovrappeso, e perciò tanto più credibili. Mangiano, bevono, fumano erba, praticano il sesso libero nella Tel Aviv anch’essa divisa tra gli avamposti conservatori e reazionari e una movida libertina ed europea. A chi accusa Hamoud di voler diffondere l’idea sbagliata per cui l’emancipazione femminile passa per la dissoluzione dei costumi vorremmo far notare che il personaggio di Nour mai scende a compromessi con gli impuri divertimenti delle sue coinquiline.

Unica delle tre ad indossare il jilbab, Nour arriva nell’appartamento al posto della cugina, appena convolata a nozze. Studia informatica e sta per sposarsi con un giovane di buona famiglia, che però non esita a violentarla quando lei, a suo agio con due coinquiline molto poco conservatrici, si rifiuta di spostarsi nell’alloggio che il futuro marito ha scelto per lei. Layla e Salma la aiuteranno a superare il trauma, nel frattempo impelagate ognuna nei propri affari privati. Salma fa la barista e s’infatua di un’altra ragazza: il ritorno nella sua casa natale, nella Palestina brulla e provinciale, non sarà senza traumi per i genitori; mentre Layla, avvenente avvocato in carriera, non rinuncerebbe al proprio stile di vita emancipato neanche per un coetaneo molto piacente.

La trama di In Between non è certo caratterizzata da scelte narrative inedite, ma l’intento di Hamoud è oltremodo sincero: raccontare il processo di emancipazione femminile in un paese difficile come la Palestina grazie ad un’opera prima ben fatta e ben scritta, con tre strepitose comprimarie (una più brava dell’altra) e dialoghi molto divertenti. L’altro intento, altrettanto importante, è quello regalare allo spettatore l’accesso al panorama israeliano da un altro punto di vista, quello palestinese, troppo a lungo taciuto o soffocato da opere retoriche e faziose.

Francesca Sordini


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Francesca Sordini

 
Da piccola ho voluto fare, nell'ordine, la cavallerizza, la pittrice e la ballerina. Tutti mestieri sottopagati, esattamente come lo è fare il giornalista. Mestiere che non mi piaceva, mentre a mia nonna sì. Andò a finire che nonna ci aveva visto più lungo di tutti.