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Pubblicato il 16/03/2017 da Francesca Sordini in ,
 
 

Recensione de La verità, vi spiego, sull’amore, il film di Max Croci con Ambra Angiolini

La verità, vi spiego, sull’amore è un film del 2017 diretto da Max Croci con Ambra Angiolini, Carolina Crescentini, Edoardo Pesce, Massimo Poggio, Giuliana De Sio, Pia Engleberth e Arisa. In film esce nelle nostre sale il 30 marzo 2017. Qui trovi la scheda del film.

Il blog da cui tutto nacque raccoglie i post di Enrica Tesio sull’essere contemporaneamente mamma, una ex lasciata dal padre dei suoi figli e una figlia un po’ stronza costretta a fare i conti con due genitori anziani e separati. Dal blog al libro il passo è breve, e ancor più breve è il passo dal libro al film omonimo. La verità, vi spiego, sull’amore è un titolo volutamente accattivante ma allegro, come allegro è il film di Max Croci. Al netto di qualche scivolata, cioè gli ambienti così Ikea da sembrare un catalogo Ikea più che una casa vera e una sincerità di fondo che molto spesso sconfina nell’ingenuità, il film con Ambra Angiolini nei panni di una mamma single e incasinata ha come elementi di forza il punto di vista giovanile – e la regia di Max Croci, giovanile anch’essa – nonché il tono scanzonato dell’insieme.

La verità, vi spiego, sull’amore è un piccolo compendio di temi difficili e postmoderni come la difficoltà di essere genitori, la maternità vissuta alla stregua di una tragedia, la vita in una famiglia meno tradizionale. La fotografia fluo aiuta la sceneggiatura, a tratti particolarmente debole e tendente a dare spessore solo ai personaggi principali, lasciando insoluti i personaggi di contorno, solo macchiettistici (la nonna milf, l’altra nonna ex sessantottina, i vicini new age, il giovane della porta accanto coi riccioli ribelli). All’autrice è stato affiancato Federico Sperindei, e la fatica della trasposizione cinematografica si sente tutta. Ad Ambra Angiolini continuano ad imporre un guardaroba da neofricchettona, mentre il cameo di Arisa, trentenne gattara, acida e zitella, è sorprendentemente congeniale.

Francesca Sordini


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Francesca Sordini

 
Da piccola ho voluto fare, nell'ordine, la cavallerizza, la pittrice e la ballerina. Tutti mestieri sottopagati, esattamente come lo è fare il giornalista. Mestiere che non mi piaceva, mentre a mia nonna sì. Andò a finire che nonna ci aveva visto più lungo di tutti.