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Pubblicato il 10/05/2017 da Luca Secondino in , ,
 
 

La leggenda di Re Artù dalla Disney a Guy Ritchie

Mercoledì 10 maggio esce King Arthur – Il Potere della Spada, il nuovo film di Guy Ritchie con Charlie Hunnam nel ruolo del protagonista, Jude Law nel ruolo dell’antagonista Vortigern, Àstrid Bergès-Frisbey nei panni di Ginevra, Eric Bana nel ruolo di Uther Pendragon e Djimon Hounsou come Bedivere.

Tornano al cinema le gesta di Re Artù per l’ennesima volta, in una veste ancora diversa dopo il classico d’animazione Disney, l’epos di Antoine Fuqua e qualche commedia parodistica. Il film di Guy Ritchie arriva anche dopo la rivisitazione di Valerio Massimo Manfredi portata al cinema da Doug Lefler con L’Ultima Legione, in cui abbiamo visto gli antefatti della leggenda di Artù.

Il ciclo Bretone ha ispirato il cinema sin dagli albori della settima arte: se si esclude La corte di re Artù, il film commedia musicale del 1949 diretto da Tay Garnett con protagonista Bing Crosby e ispirato al romanzo fantastico di Mark Twain del 1889 Un americano alla corte di re Artù, il primo grande esempio indelebile dell’importanza della leggenda arturiana nel cinema è proprio il film d’animazione Disney.

La spada nella roccia è il film d’animazione del 1963 prodotto dalla Disney basato sul romanzo omonimo di T. H. White del 1938, in cui viene narrata la fanciullezza di Re Artù, qui soprannominato Semola per il colore dei suoi capelli. Il piccolo sarà colui che tirerà fuori la spada dalla roccia e una volta divenuto adulto guiderà i cavalieri della Tavola Rotonda. Il film è un misto tra commedia e film musicale, ma il suo successo ha aperto la strada a dozzine di altri film ispirati alla leggenda di Artù.

Una leggenda che si presta a rivisitazioni e speculazioni soprattutto sul passato del protagonista, come abbiamo visto con L’ultima legione, il film del 2007 diretto da Doug Lefler e ispirato al romanzo omonimo di Valerio Massimo Manfredi. Il film narra le gesta di Aurelio e Romolo, avvenute prima della nascita di Artù e Merlino è il filo conduttore. Ad interpretare Aurelio c’è Colin Firth, mentre Thomas Brodie-Sangster interpreta Romolo, divenuto poi Pendragon e quindi padre di Artù.

Un esempio illustre di ciclo Arturiano al cinema è King Arthur, il film del 2004 diretto da Antoine Fuqua, dove Artù è interpretato da Clive Owen, e Keira Knightley è Ginevra. In generale bisogna notare come in questo tipo di produzioni siano stati scelti perlopiù attori britannici, specialmente per i ruoli da protagonisti. Questo è confermato anche da Il primo cavaliere, il film del 1995 dove re Artù è interpretato da Sean Connery. Il ciclo di leggende bretoni è sicuramente fonte di ispirazione continua per il cinema, con risultati alterni e che ora con Guy Ritchie ritrova regista e interpreti britannici per una versione dinamica come soltanto il creatore di The Snatch riesce a fare.

 Luca Secondino

 


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Luca Secondino

 
Nato e cresciuto a Roma, sono stato immerso da subito nella musica, nel cinema, nel teatro e nella letteratura. Grafomane per vocazione, dissacratore per attitudine, ancora cerco avidamente il Bello in ogni cosa. Del resto, "siamo rimasti così in pochi ad essere scontenti di noi stessi."(F.Fellini)