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Pubblicato il 17/11/2017 da Francesca Sordini in ,
 
 

Justice League, ennesimo cinefumetto da quattro soldi

Justice League è un film diretto da Zack Snyder con Ben Affleck, Gal Gadot, Jason Momoa, Ezra Miller, Ray Fisher, J. K. Simmons. Il film esce al cinema il 16 novembre 2017.

Questa storia dei supereroi ci sta sfuggendo di mano. Se tutte le battaglie combattute sono sempre “le ultime battaglie”, perché continuare con i sequel? Se tutti i cattivi sono gli ultimi cattivi, perché aggiungere episodi alla saga? Per ora il pubblico apprezza, fra qualche anno non sarà più così. È successo con gli Alien, i Terminator, i Rocky della situazione. Finirà (malissimo) anche per i cinefumetti.

Fu capostipite di questo revival il Batman di Christopher Nolan, con cui i cinefumetti di oggi hanno in comune solo i soldi spesi per girare i film, molto meno la complessità narrativa nonché la maestria di chi li dirige.

Justice League non è esente da questi difetti: ha una storia banalissima e arraffazzonata, con un cattivone che sembra il più cattivo di tutto e però sappiamo già che quello del prossimo film – annunciato nella scena finale – dovrà essere peggiore del precedente. Sono le regole del gioco.

Nel florilegio delle scene del film, i mille ralenti dei combattimenti, sospettiamo per far apprezzare i sinuosi movimenti di Gal Gadot (per dire, The Dark Knight non ne aveva uno). Le scene dei tramonti rosa e delle piantagioni, uguali per tutto l’anno (mai che fioriscano o si secchino). Altre scene ultrakitsch che comprendono – non possiamo rivelare troppo, altrimenti un’orda di fan inferociti ci accusa di spoiler – un’infelice battuta di Lois Lane, una cassa da morto, una città che sembra Chernobyl, effettivamente lo è ma non è chiamata come tale, e combattimenti ridicoli sott’acqua. Si aggiunga una sceneggiatura che va da A a B, al minimo sindacale dell’originalità richiesta, un grande dispendio di soldi ed energie per gli effetti speciali, e si avrà la cifra di Justice League, con un Batman mai così ricco e mai così noioso. L’unico simpatico è Ezra Miller, l’unico a non prendersi sul serio e a non sfoggiare una solennità da supereroe ridicola e inutile. Cambiate sala e guardatevi C’est la vie. Altro cast corale che però sa recitare.

Francesca Sordini


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Francesca Sordini

 
Da piccola ho voluto fare, nell'ordine, la cavallerizza, la pittrice e la ballerina. Tutti mestieri sottopagati, esattamente come lo è fare il giornalista. Mestiere che non mi piaceva, mentre a mia nonna sì. Andò a finire che nonna ci aveva visto più lungo di tutti.