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Pubblicato il 11/05/2017 da La Redazione in ,
 
 

Recensione de I Peggiori: Che genere di eroi!

Recensione de I Peggiori, il film diretto da Vincenzo Alfieri e con Lino Guanciale, Vincenzo Alfieri, Antonella Attili, Miriam Condurro, Biagio Izzo e Francesco Paolantoni, sarà dal 18 maggio nei nostri cinema.

L’inizio è folgorante: Fabrizio (Vincenzo Alfieri) fa il palo in macchina e Massimo (Lino Guanciale) corre insieme alla sorellina. Tranquilli, il film è appena iniziato e i tre non sono coinvolti in nessuna azione, se non nella normale impresa quotidiana di portare la piccola a scuola nell’inferno del traffico di Napoli.
La minuscola famiglia sui generis, romana in trasferta all’ombra del Vesuvio, vive solo del misero stipendio di Fabrizio, impiegato presso l’archivio del tribunale, tra i mille lavoretti di Massimo, rate d’affitto non saldate, espedienti d’ogni genere ed i servizi sociali in agguato. La madre, capiamo, è in galera per qualcosa di grosso e i tre cercano di sopravvivere da soli.
Quando Massimo decide di farla pagare all’ultimo datore di lavoro (Tommaso Ragno), rubandogli dei soldi insieme al fratello, i due entrano nella leggenda: attirando la polizia, fanno emergere i loschi traffici dell’uomo ed il loro operato, ripreso dalle telecamere di sorveglianza, diventerà virale sul web. Travestiti con maschere di Maradona, si trasformano nei “Demolitori“, giustizieri a pagamento pronti a sanare ingiustizie on demand. Mentre la polizia è sulle loro tracce, il loro operato finirà per scontrarsi pericolosamente contro le losche mire della potente affarista Eva Perrot (Antonella Attili)…


C’era da aspettarselo, i successi di Lo chiamavano Jeeg Robot e Smetto quando voglio con i suoi seguiti hanno spianato la strada in Italia al cinema di genere ed al suo mash-up con la commedia. Soprattutto, gli incassi hanno aperto gli occhi a produttori e distributori, con buona pace di Mario Bava (omaggiato qui in una sequenza che passa dal piccolo schermo) e dei Manetti Bros che da anni praticano “il genere” nel loro relativo piccolo.
Il riferimento qui è palesemente a Kick-Ass di Matthew Vaughn del 2010, anche se Vincenzo Alfieri, classe 1986, afferma di aver scritto il soggetto al liceo, quindi presumibilmente prima.
I film citati appena prima e I Peggiori hanno non a caso più di un punto in comune, anche di notevole critica sociale: come nelle opere di Mainetti e di Sibilia, qui gli eroi sono potenzialmente negativi, tutti delinquono fondamentalmente per sopravvivere e ovviamente riscuotono unanimemente il successo dei social media. Inoltre le pellicole, fiduciose nel loro successo, aprono tutte nel finale ad un auspicabile sequel.

Infine sono film “di attori”, in tutti i sensi: Mainetti e Alfieri hanno sì recitato, anche in popolari fiction televisive, ma hanno a disposizione dei cast strepitosi. Se Lo chiamavano Jeeg Robot ha spazzolato i quattro premi per la recitazione ai David di Donatello 2016 e se Smetto quando voglio raccoglie il meglio sulla piazza degli interpreti italiani, I peggiori ha un casting molto attento e non banale: l’ottimo Lino Guanciale ed il bravo (davanti e dietro la macchina da presa) Alfieri sono contornati da due inediti Biagio Izzo e Francesco Paolantoni in ruoli rispettivamente serio e semiserio, oltre che da una sorprendente Antonella Attili nell’insolita parte del villain al femminile.
Ben scritto (con la collaborazione tra gli altri di Alessandro Aronadio e Raffaele Verzillo) e ben diretto, I peggiori rivela un esordiente di talento (annunciato, da corti e webseries) da tenere d’occhio. Intanto aspettiamo già l’inevitabile seguito…

Paolo Dallimonti


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