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Pubblicato il 17/07/2017 da Francesca Sordini in
 
 

Addio, George

Ci mancherai, George. Ci mancherai ogni volta che vedremo un brutto horror senza spina dorsale, tu che riuscisti ad inventare un sottogenere del genere più difficile tra tutti. Vedemmo La notte dei morti viventi, e, malgrado il bianco e nero e gli effetti speciali superati, riconoscemmo la suspense e l’empatia con i personaggi degni di un grande horror. Niente a che vedere con quelle robe senza arte né parte che siamo costretti a vedere oggi, con i personaggi a mezza dimensione e una sceneggiatura inesistente.

Fosti la dimostrazione che la paura non corre, giacché il terrore più puro si trasmette attraverso lo stillicidio, più difficilmente tramite frenetici escamotage. Sentimentalmente parlando sei per noi vicino a Mario Bava: pochissimi mezzi a disposizione il cui effetto è centuplicato dall’inesauribile inventiva.

Ci mancherai ogni volta che in TV passeranno un qualunque capitolo di Resident Evil, tu che fosti rifiutato dalla produzione perché la sceneggiatura che avevi scritto era troppo poco commerciale. Un regista di film horror accusato di essere poco commerciale! Tacciano allora tutti i sostenitori della cultura highbrow: tu e Stephen King, che con Shining toccò sublimi vertici di horror letterario, foste capaci di forgiare le menti di un’intera generazione. La notte dei morti viventi era un film da vedere al drive-in nelle sere d’estate, con la ragazza del momento da tenere ben stretta nei momenti più importanti.

Non c’importano i brutti sequel che hai girato dopo i primi successi: due capolavori bastano per farsi perdonare. Potrebbe dirsi la stessa cosa di Dario Argento, di cui fosti grande amico e grande collega; l’anno scorso eravate a Venezia a presentare la versione restaurata de La notte dei morti viventi, in una proiezione notturna che rendeva giustizia alla filmografia di entrambi.

Ci mancherai ogni volta che sentiremo qualcuno lamentarsi per le basse quote di neri al cinema, tu che ingaggiasti Duane Jones con l’unico criterio in grado di cementare la parità tra esseri umani senza creare oasi protette: la bravura. Fai bene il tuo secondo viaggio, George. Chissà che bei film girerai dall’altra parte, con noi veri mostri come protagonisti.

Francesca Sordini


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Francesca Sordini

 
Da piccola ho voluto fare, nell'ordine, la cavallerizza, la pittrice e la ballerina. Tutti mestieri sottopagati, esattamente come lo è fare il giornalista. Mestiere che non mi piaceva, mentre a mia nonna sì. Andò a finire che nonna ci aveva visto più lungo di tutti.