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Venezia74: convince Gatta Cenerentola, la cupa fiaba animata in salsa napoletana

La recensione di Gatta Cenerentola di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone. Nel cast vocale Maria Pia Calzone, Massimiliano Gallo e Alessandro Gassmann.

Trama: Ambientato in un misterioso porto di Napoli, in un futuro non troppo distante e ispirato all’omonima fiaba di Giambattista Basile, il film racconta la storia di una ragazza contesa sia dal Capo della Polizia che dal malvagio ‘O Re, che ne ha ucciso il padre quando ancora era bambina. Oppressa dalla famiglia e dalle sorellastre, Cenerentola cova un fortissimo senso di vendetta, che solo l’amore riuscirà a stemperare.

E poi tra i tanti titoli di grido e in mezzo a nomi di star, red carpet e registi di grande nome, anche un festival come Venezia regala momenti di cinema insoliti, semplici e originali.
Momenti come quelli regalati da Gatta Cenerentola, pellicola d’animazione firmata Alessandro Rak, fumettista e regista napoletano, che decide di trasporre la fiaba omonima presente ne Lo Cunto de li Cunti di Giambattista Basile. Basile come il cognome dell’armatore all’origine della storia raccontata da Rak e il suo team, ambientata in una maestosa nave abitata da fantasmi simili ad ologrammi e attraccata al porto di una Napoli stagnante, che vede la piccola Mia crescere con le sorellastre e la matrigna dopo la tragica scomparsa del padre. Mia, timorosa e traumatizzata vive tra i condotti d’aerazione e nelle zone abbandonate dell’imbarcazione insieme ai suoi gatti e viene considerata alla stregua di una serva dalle altre donne della famiglia, che non perdono occasione per sfruttarla.
La vita della Gatta Cenerentola viene sconvolta dalle perfide e meschine intenzioni di O’Re, un cantante dai loschi traffici e disposto a tutto pur di mettere le mani sull’eredità di Basile e sul futuro controllo del territorio napoletano.
Attraverso un’animazione grezza, spigolosa ma in grado di trasmettere i toni dark e cupi di una narrazione sofferta e drammatica, legata a doppia mandata al personaggio di Primo Gemito, filo conduttore e pedina fondamentale per le sorti di Mia, Gatta Cenerentola è un film semplice nella forma ma dalle atmosfere ambigue e impregnate di scenografie gothic che formano un connubio perfetto con la costante tensione narrativa a cui sottopone lo spettatore, alternata da alcuni intermezzi canori funzionali ad alleggerire (in certi casi) il rigoroso incedere del film.
Prodotto da Rai Cinema e Mad Entertainment (casa di produzione dello stesso Rak), Gatta Cenerentola è un film che compie lo stesso processo che fu Il racconto dei racconti di Matteo Garrone, seppur nel campo dell’animazione, con l’obiettivo di riportare le gesta di Cenerentola alla sua prima stesura, molto più cruenta e sanguinaria, come lo furono svariate fiabe nella loro prima pubblicazione.
Senza privarsi di alcuni momenti davvero toccanti, Gatta Cenerentola è un racconto capace di mischiare noir e pulp in salsa napoletana, impreziosito dal buon apporto del cast di “talent” nel doppiaggio, che bene si presta alla tipologia d’animazione proposta dal regista napoletano che con questo lavoro compie un deciso passo avanti rispetto al precedente L’arte della felicità.

 

Davide Sica


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Davide Sica

 
Sono nato a Lecco nel 1987, su quel ramo del lago di Como. Dopo aver terminato gli studi superiori decido di vincere la timidezza partecipando a svariati seminari teatrali. Frequento per tre anni la scuola di recitazione del Centro Teatro Attivo di Milano e studio doppiaggio professionale con Aldo Stella. Nel frattempo mi diplomo in film editing all’Accademia dello Spettacolo e studio storia e critica del cinema. Metto in fila negli anni esperienze nel cinema indipendente, nell'animazione turistica, in radio e sul web. Tante cose e un unico comune denominatore: il cinema. Ecco il mio sito: www.davide-sica.it