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Pubblicato il 14/01/2017 da Marta Leggio in , ,
 
 

Recensione di Dopo l’amore: l’economia di una coppia in crisi

Recensione di Dopo l’amore, l’ultimo film di Joachim Lafosse con Bérénice Béjo e Cédric Kahn  presentato alla Quinzaine des Réalisateurs, nelle sale dal 19 gennaio 2017.

Guarda il trailer o consulta la scheda del film

Con E’ solo la fine del mondo di Xavier Dolan abbiamo conosciuto il catastrofismo logorroico di cui sono capaci le famiglie francesi in crisi. Estraniante il film canadese candidato agli Oscar, un po’ come la settimana opera di Joachim Lafosse, regista che già con À perdre la raison aveva affrontato il tema della crisi affettiva. Questa volta siamo di fronte all’amore finito tra Marie e Boris (Bérénice Béjo e Cédric Kahn), coppia che però continua a vivere nella stessa casa insieme alle due figlie. Lafosse rinuncia a svelare il motivo della crisi e riporta tutto alla vita quotidiana, dalla colazione al momento dei compiti, ritmi resi drammaticamente compromessi dalla presenza in casa dell’altro. Si capisce facilmente che il loro è un problema economico e di diritto sulla casa, comprata da Marie  (con i soldi dei genitori), ma ristrutturata da Boris. La difficoltà del pubblico nel patteggiare per uno o l’altro,  rende il film a tratti irritante sia per la durezza di, che per il menefreghismo di lui, soprattutto nelle dinamiche che vanno ingenuamente a coinvolgere le figlie. Eppure chi ha vissuto la fine di un rapporto del genere, non può che sentire familiari quei litigi, quelle rivendicazioni così come quelle paure che trasformano gli amanti in due egocentriche vittime.

Spettatori estranei a tratti imbarazzati, come gli ospiti invitati a cena da lei, il pubblico si aggrappa almeno a qualche instabile momento di riavvicinamento, di tenerezza, abituati come siamo al lieto fine. Dimentichiamo però che quello di Lafosse è più la radiografia di un amore rotto, lacerato, che aspetta solo il momento per riacquistare la giusta razionalità per firmare un accordo. Come un documentario, non emoziona ma contorce l’intestino, non commuove ma al massimo fa venire la voglia di stare soli per un po’ poiché è in grado di mostrare, senza troppi ghirigori, la complessità e il dolore che la fine di una relazione suscita.

Marta Leggio

 


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Marta Leggio

 
Sono Marta provengo dal profondo sud della Sicilia e mi diletto a filtrare quello che vedo attraverso le parole. Mi piacciono le storie emozionanti,le cose ben fatte, il buon cibo, le persone pacate e i film ben scritti. Non prendo mai niente eccessivamente sul serio però alcuni film hanno il potere di distruggermi. Ho molte insicurezze e limiti, ad esempio non capisco mai come comporre un buon finale...