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Pubblicato il 08/08/2017 da Anna Pennella in , ,
 
 

La recensione di Death Note: su Netflix il live action dell’anime

Death Note è un film horror diretto da Adam Wingard che uscirà su Netflix il 25 agosto 2017. Il film è basato sul celebre manga giapponese di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata.
Nel cast del film troviamo Nat Wolff, Margaret Qualley, Lakeith Stanfield, Paul Nakauchi, Shea Whigham e Willem Dafoe come voce di Ryuk.

Un incipit accattivante quello di Death Note di Adam Wingard, che tiene alto l’onore del fumetto e dell’anime nipponici. Ma poi qualcosa va storto, specialmente nel terzo atto, quando sentimentalismo e sensazionalismo prendono piede dimenticando di valorizzare un prodotto che originale non è. Viene da chiedersi perciò quale sia stata l’urgenza, da parte della Warner Bors, di  adattare il manga ai connotati occidentali.

Ad ogni modo, Netflix che da qualche tempo ha annunciato la sua intenzione di produrre un numero proficuo di anime, non se la cava male con questo inizio: Death Note, è infatti un film live action ispirato a uno dei manga di maggior successo degli ultimi vent’anni che in patria ha generato una serie animata, tre lungometraggi cinematografici, un serial TV, due romanzi e tre videogiochi. Il pubblico interessato, perciò, di certo non manca.

Da anni si parlava di un live action su Death Note, precisamente dal 2011, quando si pensava che prima Shane Black e poi Gus Vans Sant (2014) dovessero dirigerlo. Nel 2016, invece, Adam Wingard firma il contratto per la regia del film con Warner Bros. Più giovane rispetto agli altri due, Wingard ha i tratti decisamente horror (Blair Witch, You’re Next). E infatti, rispetto al manga, le scene che il regista ha scelto di mettere in rilievo sono quelle splatter piuttosto che approfondire la linea investigativa. Il film americano ha optato per un’ispirazione al manga piuttosto che a una trasposizione fedele, come lo dimostra l’ambientazione, Seattle, e il cast occidentale. Una scelta precisa questa, che intende puntare sull’immedesimazione da parte di un audience americano ed europeo.

Light Yagami (Nat Wolff) è uno studente liceale che si ritrova tra le mani il Death Note, un quaderno in grado di causare la morte di una persona semplicemente scrivendone il nome sulle sue pagine. Il ragazzo comincia così a uccidere criminali e malviventi, affiancato dalla compagna di classe Mia (Margaret Qualley), ma si trova presto a dover fare i conti con l’intuito del giovane detective L (Lakeith Stanfield), pronto a fermare la sua crociata omicida.

Con una buona fotografia e una buona regia, seppur forzata sul finale soprattutto per la scelta di slow motion e musiche, Death Note verrà accolto bene dal pubblico, esclusi, ahimè i real addicted al manga e all’anime. Il film regge, ma non dà alcun valore aggiuntivo all’incredibile storia raccontata da Tsugumi Ohba e Takeshi Obata. 

Anna Pennella

 

 


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