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Pubblicato il 08/02/2018 da Matteo Bartolini in , ,
 
 

La Recensione di Cloverfield Paradox: il terzo capitolo disponibile su Netflix

La Recensione di Cloverfield Paradox, l’ultimo capitolo del franchise della famiglia Cloverfield. Diretto da Julius Onah, prodotto da J.J. Abrams, con Daniel Brühl, Roger Davies, Elizabeth Debicki e Aksel Hennie, la pellicola è disponibile su Netflix.

In un futuro non lontano, una squadra internazionale di astronauti a bordo di una stazione spaziale sta cercando di risolvere una grave crisi energetica sulla Terra utilizzando una tecnologia sperimentale. Ma un risultato inatteso lascera gli astronauti isolati, costringendoli a lottare per la propria sopravvivenza.
Leggi la recensione di Cloverfield e la Recensione di 10 Cloverfield Lane.
Il nostro approfondimento sulla saga.

Riassunto in breve: la terra è ormai allo sbando, le risorse energetiche sono esaurite. La quantità disponibile assicura la sopravvivenza all’umanità solo per i prossimi cinque anni. Per questo motivo un gruppo di scienziati, da ogni nazione e di ogni campo, sono a bordo di una stazione, la Cloverfield, per portare a termine un colossale esperimento, lo “Shepard”, che potrebbe fornire alla Terra energia illimitata, e dunque, la tanto agognata salvezza.
La fisica dietro l’esperimento è un po’ vaga, e il film non ci tiene troppo a spiegarla: ad ogni modo quando sembrano quasi esserci riusciti, boom, crash, ding, la Terra non c’e’ più.

Non so se avete avuto la stessa sensazione, ma quando questo succede, una vocina nella mia testa dice: “e se non fosse stata la Terra a scomparire ma loro a spostarsi?”.
E’ curioso che nessuno a bordo ci abbia minimamente pensato, almeno prenderla come possibilità, considerando che i sistemi di bordo non funzionano e loro neppure sapevano dove si trovassero.
Da questo momento in poi cose strane iniziano a succedere, e con strane intendo gente con vermi dentro al corpo (vermi che inizialmente erano dietro svariati millimetri di vetro). Alla fine il fisico del gruppo ci arriva e ipotizza il “paradosso” del titolo: la Cloverfied si è spostata in un nuovo universo, parallelo al loro ma leggermente diverso.
Anche esso sta morendo e anche esso era impegnato con l’esperimento Shepard. Non anticipo ne spoilero il finale, vi dico solo che è mostruoso.

Ci sono tanti rimandi agli altri due film della saga, Cloverfield e 10 Cloverfield Lane, ma anche tante incongruenze.

All’inizio si vedono una giornalista di nome Leslie (Suzanne Cryer) e un cospirazionista di nome Mark Stambler (Donal Logue). Entrambi questi nomi ci ricordano qualcosa: Mark e’ il fratello di Howard Stambler, il protagonista cattivo (John Goodman) di 10 Cloverfield Lane mentre Leslie è la donna che all’inizio dello stesso film implora d’entrare nel bunker prima di morire.

Nella parte finale del film Cloverfied, a Coney Island, si vede un oggetto rientrare dal cielo. I più smaliziati credono si pensi del pod di salvataggio degli scienziati della missione Shepard. (Link qui sotto per chi non lo ricorda)

Dunque Paradox dovrebbe essere un prequel degli altri due, è stato lui a portare sulla Terra il mostro Clover e gli alieni di 10 Cloverfield Lane.

Ma se è un prequel, e la Terra è cosi’ mal messa, perché in Cloverfield il film inizia con dei ragazzi che festeggiano come se non ci fosse un domani? Non dovrebbero preoccuparsi del fatto che di li a cinque anni potrebbero essere morti?

Questa cosa si potrebbe spiegare con il fatto che forse la mancanza di energia e le guerre sono ovunque tranne che negli USA. Fattibile, considerando che a bordo della Cloverield per l’esperimento Shepard ci sono astronauti dell ESA, del Brasile e della Cina.
Però c’è anche il comandante di missione, che e’ della NASA!

Insomma ci sono ancora tanti punti oscuri nella trama.

Ad ogni modo non vogliamo speculare troppo, basti sapere che come film lo consigliamo, e rimaniamo in grande attesa di un future quarto episodio.

Matteo Bartolini


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Matteo Bartolini

 
Mi chiamo Matteo Bartolini e sono nato a Roma nel 1984, l’ anno a cui Orwell ha dedicato un romanzo e i Van Halen un album. Quindi mi sa che è un anno buono. Sin da piccolo sono stato appassionato di qualunque oggetto potesse volare o muoversi a velocità spropositate. Questo mi ha portato a studiare Ingegneria Aerospaziale: da più di cinque anni mi occupo del sistema di guida e navigazione di un lanciatore spaziale e come hobby volo con le mongolfiere. Per un breve periodo della mia vita sono stato in Svizzera per lavorare su un aereo alimentato a energia solare. L’avere a che fare costantemente con i numeri mi ha portato a sviluppare una passione alternativa, quella per la scrittura e per la “Settima Arte”: reputo Breaking Bad, The Big Bang Theory e Lost tra le serie TV più belle che abbia mai visto. Il mio film preferito è Stand By Me.