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Pubblicato il 19/03/2017 da Francesca Sordini in ,
 
 

Cinque cose interessanti sul secondo capitolo di John Wick

E’ uscito questa settimana, a due anni di distanza dal primo capitolo, il sequel di John Wick, film d’azione in cui Keanu Reeves veste i panni di un ex sicario che improvvisamente torna sulla piazza a far strage di nemici a causa di un’onta maldestramente provocata da un gruppetto di ingenui figli di papà. Eppure ci sono delle peculiarità in John Wick – Capitolo 2 che vale la pena sottolineare

#1. Il regista del film, Chad Stahelski, è stato uno stuntman nella trilogia di Matrix, nonché controfigura dello stesso Reeves. In questo film, inoltre, Keanu Reeves ha girato il 95%  delle scene senza controfigura (con l’esclusione di quelle in cui veniva colpito da un’automobile in corsa). L’attore si è allenato per tre mesi facendo judo, jujitsu e imparando a sparare e a guidare.
#2. Il DJ che suona durante la festa romana è Le Castle Vania, già compositore delle musiche per entrambi i film di John Wick.
#3. Nel film ci sono molti riferimenti, più o meno nascosti, alla trilogia di Matrix: dalle citazioni “fotografiche”, per cui quando appare Lawrence Fishburne vengono prediletti certi colori piuttosto che altri, a piccoli oggetti di scena che compaiono di tanto in tanto, come un paio di occhiali su una scrivania molto simili a quelli indossati da Mobius nella trilogia dei fratelli Wachowski.
#4. Stahelski e il regista con cui ha girato il primo film, David Leitch, hanno vagliato diverse possibilità per John Wick 2, considerando l’ipotesi che il personaggio salvasse una figlia di cui non era a conoscenza o una giovane donzella in difficoltà.
#5. Nel film sono presenti anche Riccardo Scamarcio e Claudia Gerini, che interpretano due fratelli. Scamarcio ingaggia John Wick per uccidere la sorella. E infatti parte del film è ambientata a Roma.
Francesca Sordini

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Francesca Sordini

 
Da piccola ho voluto fare, nell'ordine, la cavallerizza, la pittrice e la ballerina. Tutti mestieri sottopagati, esattamente come lo è fare il giornalista. Mestiere che non mi piaceva, mentre a mia nonna sì. Andò a finire che nonna ci aveva visto più lungo di tutti.