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Pubblicato il 19/10/2017 da Marta Leggio in ,
 
 

Recensione di La battaglia dei sessi: quando è una questione di genere

 La battaglia dei sessi (Battle of the Sexes) è il film diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris con Emma Stone e Steve Carell, Andrea Riseborough, Sarah Silverman e Bill Pullman, nelle sale dal 19 ottobre 2017.

Era un tennis diverso, focalizzato più sulla tecnica che sulla potenza. Erano anche tempi diversi, in cui le polemiche si affrontavano a muso duro e non tramite dichiarazioni sui tabloid. La battaglia dei sessi racconta una delle tre grandi sfide del tennis tra un uomo e una donna, svoltasi  il 20 settembre 1973. Mostra infatti lo scontro/esibizione tra la campionessa Billie Jean King, che stava lottando per dare pari dignità salariale alle donne e un campione alla ricerca di gloria e attenzione come Bobby Riggs.  Billie Jean rifiutò di dover accettare dalla dirigenza dell’ATP, un premio minore rispetto a quello messo in palio per gli uomini e creò una lega professionistica tutta al femminile, dando così vita al suo tour e al suo torneo tutt’ora esistente, il WTA (Women Tennis Association).

Sarah Silverman and Emma Stone in the film BATTLE OF THE SEXES. Photo by Melinda Sue Gordon. © 2017 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved

Il film si muove affrontando con delicatezza la questione sociale della condizione della donna, dell’ampia questione salariale, mostrandosi molto più incisivo nel raccontare un’altra questione, un’altra disparità non del tutto risolta: quella sessuale. La storia di Billie Jean King e della sua parrucchiera si evolve nelle note di Rocket Man come un amore innocente,  trovando sempre un commento sincero nel ruolo profetico di Alan Cumming. Il filtro è quello di Jonathan Dayton e Valerie Faris, di quel modo di fare cinema gentile e discreto, che fa sentire familiare qualsiasi storia mostrata. Un film piacevole per la forza che sprigionano i protagonisti: Emma Stone con la serafica insicurezza di chi comunque è già pronta a vincere qualsiasi sfida e Steve Carell che con ironia e sarcasmo mostra alcuni dei peggiori difetti degli uomini. E’ la caratterizzazione dei personaggi (e non solo dei due sfidanti), più che il taglio politico/sociale a rendere La battaglia sei sessi un film da non perdere. E’ la scelta di non denunciare, ma di raccontare, con la migliore playlist possibile, quella sfida, tra trash e megalomania, che ha fatto storia. Il salario delle donne non è più un ottavo di quello degli uomini, non per questo però la questione sembra risolta. Come Harvey Weinstein ci ha ricordato di recente.


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Marta Leggio

 
Sono Marta provengo dal profondo sud della Sicilia e mi diletto a filtrare quello che vedo attraverso le parole. Mi piacciono le storie emozionanti,le cose ben fatte, il buon cibo, le persone pacate e i film ben scritti. Non prendo mai niente eccessivamente sul serio però alcuni film hanno il potere di distruggermi. Ho molte insicurezze e limiti, ad esempio non capisco mai come comporre un buon finale...