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Montedoro

 

 
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Data di uscita: 2016-04-15
 
Durata: 90'
 
Storyline:

Una donna americana di mezza età scopre inaspettatamente le sue vere origini solo dopo la morte dei genitori. Profondamente scossa, e in preda ad una vera e propria crisi di identità, decide di mettersi in viaggio sperando di poter riabbracciare la madre naturale mai conosciuta. Si reca così in un piccolo e remoto paese dell’Italia del Sud, Montedoro. Al suo arrivo viene sorpresa da uno scenario apocalittico: il paese, adagiato su una maestosa collina, è completamente abbandonato e sembra non ci sia rimasto più nessuno. Grazie all’incontro casuale di alcune persone misteriose, quelle che non hanno mai voluto abbandonare il paese, la protagonista compirà un affascinante e magico viaggio nel tempo e nella memoria ricongiungendosi con gli spettri di un passato sconosciuto ma che le appartiene, è parte della sua saga familiare e di quella di un’antica e misteriosa comunità ormai estinta che rivivrà per un’ultima volta.

 
Casa di Distribuzione: Noeltan Film Studio
 
Producer: Antonello Faretta, Adriana Bruno, Pia Marie Mann
 


Pubblicato il 05/04/2016

 
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La recensione di Montedoro, film drammatico scritto e diretto da Antonello Faretta e interpretato da Pia Marie Mann, Joe Capalbo, Caterina Pontrandolfo, Luciana Paolicelli, Domenico Brancale, Anna Di Dio, Mario Duca, Aurelio Donato Giordano e Joan Maxim. Il film uscirà nelle sale italiane il 15 aprile 2016. Difficile da far rientrare in delle semplici etichette, il film di Faretta si colloca tra naturalismo, simbolismo e sperimentazione. Innanzitutto per la storia della protagonista che si dipana a partire da un fatto e da una persone reale, Pia Marie Mann, donna americana di origine locale. Inoltre le immagini che si alternano e che si distaccano dalla linearità della narrazione, sono oniriche, visionarie e strettamente connesse a un forte linguaggio poetico. Le riprese quasi documentaristiche del paese in provincia di Matera, esprimono l'immobilità e la purezza di antichi luoghi dimenticati dall'essere umano. Quasi fosse un film a metà strada tra il ghost-drama e il lavoro di un antropologo. I personaggi dai volti ancestrali e dalle vite semplici vengono ritratti come se fossero usciti dalla finzione dei western di Sergio Leone. montedoro Una commistione di generi che porta a considerare Montedoro un film estremamente contemporaneo in cui il passato della memoria e dell'Italia ai margini, diventano i protagonisti di un'iniziazione spirituale. La rappresentazione della morte, in particolare, pone l'accento alla sperimentazione documentaristica del film, come se la telecamera si trovasse casualmente dinanzi al momento del sacrificio animale. Ovviamente non è così, e lo dimostra il fatto che quelle scene dove per altro prende corpo la musica - spesso dalle melodie sinistre e noir - sono pause dalla narrazione che ricordano alcune sequenze de L'elemento del Crimine di Lars Von Trier, un film estremamente noir e formalista, appunto. Ma il film va oltre la citazione del regista danese perché negli elementi naturali ripresi non si può non intravedere Il Tarkovskij di Nostalghia o di Stalker oppure lo Jodorowski della Montagna Sacra. Si tratta di quel romanticismo disilluso che si impossessa dell'animo dei personaggi, come nel caso di Pia di Montedoro, che si trova spaesata e totalmente sfiduciata per la perdita di ogni certezza. [caption id="attachment_137122" align="aligncenter" width="500"]monteodoro Montedoro, Antonella Faretta (2015)[/caption]   [caption id="attachment_137123" align="aligncenter" width="500"]stalker Stalker, Andrej Tarkovskij (1979)[/caption] La storia è quella di una donna americana di mezza età che scopre le sue vere origini italiane solo dopo la morte dei genitori, apre le porte a una riflessione profonda e spirituale sulla convivenza tra passato e presente, tra il sonno e la veglia e tra la morte e la vita. La fotografia composta di Giovanni Troilo, direttore della fotografia che nel 2015 ha vinto il World Press Photo Award anche se poi gli è stato ritirato per un incongruenza con le norme del concorso, è eccellente. Il contrasto tra presente e passato, tra globale e locale viene mostrato lasciando alla forza dei volti e dei luoghi la facoltà di parlare. montedoro Ma Montedoro è soprattutto un film dove spazio e tempo si scambiano i connotati per dar luce a un'opera che gioca sul tempo dello spazio e della sua immobilità, e che solletica lo spazio del tempo e la sua imprendibilità. A questa 'Bella e Perduta' Montedoro (la citazione non è affatto casuale) vengono a far da liason immagini girate in super 8 che documentano sia le immagini di Craco prima della frana, sia gli Stati Uniti degli anni ’50, quando cioè la protagonista ancora bambina è sbarcata nel Nuovo Mondo proveniente da un universo magico e primitivo. montedoro Il film di Antonello Faretta, infine, apre la strada a un nuovo tipo di cinema disposto a dialogare con il cinema stesso con una voce 'panica' che mostra quanta complicità sia ancora inespressa tra la realtà e la finzione. Anna Pennella