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Pubblicato il 28/11/2017 da Gabriele di Grazia in , ,
 
 

La Recensione di Amori che non sanno stare al mondo: la Comencini racconta le sofferenze del cuore

La Recensione di Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini con Lucia Mascino, Thomas Trabacchi, Carlotta Natoli, Camilla Semino Favro, Valentina Bellè e Iaia Forte. Dal 29 novembre nei cinema.

Claudia (Lucia Mascino) e Flavio (Thomas Trabacchi), due docenti universitari quarantenni, sono stati assieme, per tanto tempo e condividendo una grande passione. Quando tutto è finito per la donna non è stato affatto facile e ha toccato con mano la solitudine più nera cercando inutilmente conforto nelle amiche fidate e nel lavoro. Dopo molti anni le vite di Claudia e Flavio sono come due barche alla deriva: mentre lui trova la forza di andare avanti, lei guarda continuamente al passato e vorrebbe rimediare agli errori commessi. Un giorno l’uomo incontra Giorgia (Camilla Semino Favro), una trentenne di bell’aspetto, e tra i due scatta subito la scintilla. Claudia comincia a frequentare Nina (Valentina Bellé), una studentessa molto più giovane di lei, e con lei condivide momenti di dolcezza e di eros che portano una ventata di novità nella sua vita. Ma la donna sa già che con Nina non potrà mai essere amore. Nel futuro di Claudia c’è ancora Flavio oppure è arrivato finalmente per lei il momento di ricominciare daccapo?

Amori che non sanno stare al mondo è una classica commedia sentimentale che racconta con grande ironia il modo in cui le donne affrontano la fine di un rapporto e un nuovo inizio. La Comencini, figlia d’arte e autrice prolifica per il cinema, sa come affrontare l’argomento e lo dirige con maestria verso orizzonti già battuti da altri ma usando il linguaggio della comicità con una sapienza del tutto personale. Il disordine amoroso e il dolore che caratterizzano Claudia sono infatti raccontati con gioia e allegria, puntando l’occhio della macchina da presa sul lato buffo della protagonista, una moderna Don Chisciotte impazzita che si lancia a capofitto contro un amore ormai finito e irrecuperabile a cui lei sola non riesce ancora a mettere la parola fine. Il personaggio principale, però, non è tratteggiato come una vittima, seppur sofferente, ma come una figura combattiva e scomoda che rompe gli schemi e porta il caos là dove tutti vorrebbero la pace e la tranquillità. È un personaggio che grida le sue ragioni pur sapendo di essere nel torto, che cerca di stare al mondo e di far fronte ad una sofferenza lancinante che gli toglie il respiro e la gioia di vivere giorno dopo giorno.

Dall’altra parte c’è Flavio, un uomo impaurito di fronte alla foga dimostrata dall’ex compagna che lo vorrebbe incatenare a sé e che si nasconde trovando rifugio in un nuovo amore, sbagliato, ma più confortante. La Comencini racconta il caos frenetico delle nottate in bianco, delle incomprensioni, dei tira e molla furiosi fino alle prime luci dell’alba, delle grida contro il vento e dei pugni dati contro il muro. Nel farlo indaga il modo diverso di uomini e donne di affrontare il cambiamento dovuto alla fine di una storia mostrando psicologie differenti l’una dall’altra ma tutte splendidamente messe in scena grazie ad una scrittura sapiente e a delle interpretazioni davvero incredibili di tutti gli attori. Lucia Mascino è un’artista che meriterebbe più visibilità nel mondo del cinema. La sua bravura nel mettere il corpo al servizio completo del personaggio, curando nei dettagli infinitesimali tutte le sfumature del comportamento umano, è pura gioia per gli occhi. La figura di Claudia appartiene in tutto e per tutto alla Mascino, tanto che è difficile definire con precisione dove finisce il personaggio e dove confluisce l’interprete. Amori che non sanno stare al mondo è una pellicola divertente, a tratti snervante per quanto veritiera, che non può essere persa al cinema.

Gabriele di Grazia


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Gabriele di Grazia

 
Classe 1985, sono da sempre appassionato di cinema, da quando i miei genitori mi portarono a tre anni a vedere L’ultimo imperatore di Bertolucci. Non che ricordi molto di quella mia esperienza in sala, tra l’altro i miei mi ci portarono perché quel giorno non sapevano a chi lasciarmi, però il sapere di aver messo per la prima volta piede in un cinema per assistere proprio ad un film di Bertolucci ha sempre suscitato in me un forte motivo d’orgoglio (finché Bertolucci non si rifiutò di autografare la mia copia DVD de L’ultimo imperatore). Cresciuto a pane e videocassette, amante del cinema fantastico di Spielberg, Lucas e Zemeckis, a cinque anni mi innamorai perdutamente di Jessica Rabbit e passai tutte le elementari e le medie sognando di essere Marty McFly. Sicuramente il LunEur ha contribuito molto allo sviluppo della mia immaginazione con i suoi scenari e pupazzi alla Goonies, e credo che non sarei lo stesso se non avessi frequentato quel posto favoloso e gotico (e pericoloso) sin dalla tenera età. Coi miei amici abbiamo cominciato a girare cortometraggi a quindici anni e non abbiamo più smesso. Ancora oggi coltivo la passione per il doppiaggio, la recitazione, la sceneggiatura e la scrittura di articoli riguardanti il cinema. Altri interessi: la lettura, il disegno, la musica pop rock che va dagli anni 50 agli anni 80 e i dinosauri. Ma queste sono altre storie…