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Pubblicato il 03/04/2015 da Edoardo Montanari in , ,
 
 

La Recensione Umorale di Ameluk: tratto da una storia che potrebbe essere vera

Ameluk: la recensione umorale dell’opera prima di Mimmo Mancini.
Il film uscirà il 9 aprile distribuito da Flavia Entertainment in collaborazione con Draka Distribution.
Nel cast Mehdi Mahdloo Torkaman, Mimmo Mancini, Claudia Lerro, Francesca Giaccari, Dante Marmone, Roberto Nobile, Cosimo Cinieri e Paolo Sassanelli, con l’amichevole partecipazione di Rosanna Banfi.

Ameluk, opera prima di Mimmo Mancini, è ambientato nel piccolo paese di Mariotto, una frazione di Bitonto, nella Puglia centrale. A ridosso delle elezioni, la cittadina è divisa, come tutta l’Italia d’altronde, tra una sinistra anglofila e inconsistente, e una destra nazionalista e altrettanto inconsistente.
Spicca, inoltre, una terza fazione idealista e critica nei confronti di entrambi gli schieramenti: folle, tollerante, ingenua, complottista, avveniristica e chi più ne ha più ne metta.
In pratica l’incarnazione di tutti quelli che non si riconoscono in nessuna delle due fazioni.

Cosa accadrebbe se, a causa di un imprevisto, l’attore che sfila per le strade come Gesù durante la Via Crucis fosse interpretato da un Mussulmano?
Quanto la religione è un simbolo più che un modo di vivere?

In questa polveriera pronta a esplodere, Mimmo Mancini e Carlo Dellonte riescono a sviluppare una storia divertente, profonda e drammatica al contempo; dove i personaggi sono a volte esasperati e a volte estremamente credibili, ma volontariamente; come commedia comanda.

Ameluk (che probabilmente è una variante di Mammalucco) forse non è uno spaccato dell’Italia contemporanea (manca la componente imprenditoriale), ma è certamente un’analisi lucida della gamma di emozioni che vivono tutti gli italiani (immigrati e autoctoni) quando si parla di integrazione, di religione e di diritti e doveri.

Certo è che Ameluk è un film che non fa sconti a nessuno di coloro che vivono la religione come una bandiera da sventolare e le persone come esseri da convertire quasi interpretassero Dio come un giocatore di Risiko che vuole conquistare a tutti i costi il mondo, Kamčatka inclusa per poi dire, subito dopo, che Dio è uno solo. Gioca a Risiko da solo?

Non fa sconti a quelle persone che vedi a un incrocio gridarsi in faccia: “C’è stato un incidente” ma intendendo dire, invece, che è colpa dell’altro guidatore.
Edoardo Montanari


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Edoardo Montanari

 
Edoardo Montanari
Nasco a Roma nel 1975. Finite le superiori mi iscrivo ad Informatica alla Università “La Sapienza” di Roma. Ma, durante il tragitto da casa a scuola scrivo racconti. Decido allora di trasferirmi a Lettere Moderne all’università di Siena. Non pago della mia scelta, nel 2001 torno a Roma e mi iscrivo al Dams dell’Università degli Studi Roma Tre. Scrivo Racconti, Sceneggiature, Poesie. A tutt’oggi, sto per conseguire la laurea in Scienze Confuse ed allevo cambiali.