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Pubblicato il 15/05/2017 da Anna Pennella in , ,
 
 

Da Alien a Alien – Covenant: Ridley Scott sembra un po’ confuso

Il 18 maggio uscirà al cinema Alien: Covenant ultimo film della saga segnato – per altro -dall’attesissimo ritorno di Ridley Scott. Ma se i critici e gli addetti della settima arte si domandano ancora come mai il regista abbia accettato di dirigere questo film invece che il sequel del suo Blade Runner, certo è che quest’ultimo capitolo del franchise delude e anche parecchio.

Dalla sceneggiatura fatua alla suspense assente, dai personaggi piatti al ritmo poco incalzante: di Alien – Covenant si dimentica tutto e non si salva niente. Eppure il primo film, quello scritto da O’Bannon, è tutt’ora considerato uno dei miglior film di fantascienza mai stato realizzato, incassando al box-office 103 milioni di dollari sugli 11 spesi producendolo nell’anno in cui è uscito nelle sale, nel 1979. Cosa è successo perciò in questi trentasei anni?

Alien ha avuto tre sequel, tutti con Sigourney Weaver come protagonista: Aliens – Scontro finale (James Cameron 1986),  Alien³ (David Fincher, 1992 ), e Alien – La clonazione (Jean-Pierre Jeunet, 1997). Sono stati inoltre prodotti due film ispirati al soggetto originale e con ambientazione anteriore, Alien vs. Predator (Paul W. S. Anderson, 2004) e Aliens vs. Predator 2 (Fratelli Strause, 2007) collegati con un’altra serie cinematografica, Predator. Nel 2012 è uscito Prometheus, un prequel più pertinente all’universo di Alien che è poi continuato con Alien: Covenant appunto.

 Prometheus (2012) di Ridley Scott

Del prequel si sa che Ridley Scott ha fatto una scelta furbetta, soprattutto quando ha dichiarato che Prometheus non era direttamente collegato alla saga (nonostante sia ambientato nello stesso universo), solo per temporeggiare con la stampa perché in realtà già lavorava per Alien:Covenant.

Ma poi con Alien:Covenant? Sembra che il tempo impiegato da Scott per lavorare a quest’ultimo capitolo sia andato un po’ perso, o più semplicemente sembra che il regista non avesse le idee abbastanza chiare dopo aver visto come abbia ibridato l’alieno più famoso del cinema con un’altra storia, quella della clonazione e degli androidi, sviluppata con poca profondità in Prometheus.

Ma facciamo un passo indietro con Alien scontro finale diretto da Cameron. Il sequel di Alien si munisce di un budget elevatissimo, liquida l’avventura del piccolo set di Scott e costruisce un kolossal come solo lui sa fare. Il film stravolge il concept di Alien per diventare un film da big major.

Poi cosa è successo? Dopo due registi come quelli lì, era veramente complesso sceglierne uno nuovo, ma Cameron aveva appena ripreso il suo Terminator e Ridley Scott si beava con l’Oscar di Thelma & Louise. La scelta cadde così su un regista di videoclip dal talento straordinario, non per niente lo usava Madonna, David Fincher. Il problema è che Fincher ha una personalità troppo forte e idee troppo chiare per lavorare su un kolossal di uno Studio. La Fox vuole mantenere il controllo, lui non ne vuol sapere e il risultato, seppur godibile, non è quello che avrebbero voluto né Fincher, né la Fox. Lui su limiterà a dare i ciak e poi mollerà tutto nelle mani dei produttori che monteranno il girato come pare a loro. Quest’assurda diatriba ha fatto si che lo script fosse riscritto così tante volte, mentre stavano girando (!), che ci sono 7 milioni di dollari di set mai utilizzati. Fincher e la Fox non si parleranno mai più, mai. E ciò che rimane del concept geniale di Alien è qualcosa di cupo e disperato, dove le scenario assomiglia quasi al set di un film ambientato nel medioevo.

Per il quarto capitolo della saga si cambia ancora strategia di regia e si chiama alla direzione il regista di Delicatessen e poi del pluripremiato Amelie. Ma che cosa può centrare il francese Jean-Pierre Jeunet con un kolossal americano? Una domanda che si sono posti in tanti, fatto sta che il film si riempie di umanità e di un cast stellare e non va per niente male, tant’è che la saga avrebbe potuto concludersi così.

Invece no. Ridley Scott vuole aprire un altro capitolo, uno di quei capitoli che lascia presagire qualcosa di più ben grande e misterioso dell’Alien di cui c’eravamo affezionati. In realtà ciò che fa Scott è presagire la sua confusione. Con Prometheus qualcosa va storto nello script: parecchi punti non mantengono solida la struttura, Fassbender è solo la nuova pedina fondamentale, riducendo lo straordinario xenomorfo a un mostro qualsiasi.

Questo è il vero orrore.

Anna Pennella

 


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