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Pubblicato il 12/12/2017 da Gabriele di Grazia in
 
 

Alessandro Gassmann: “Il Premio rappresenta il viaggio che avrei sempre voluto fare con mio padre”

Durante la conferenza stampa seguita alla proiezione in anteprima di Il premio, seconda opera da regista di Alessandro Gassmann che sarà al cinema dal 6 dicembre, abbiamo avuto l’occasione di incontrare, oltre allo stesso Gassmann, il cast del film composto da Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Matilda De Angelis, Marco Zitelli e Gigi Proietti. Immediatamente, essendo il film incentrato sul rapporto padre figlio, le domande si sono concentrate sul ricordo del regista riguardo il proprio padre, il mitico Vittorio e sul perché della scelta di una storia dallo stampo così autobiografico. Gassmann ha spiegato di prediligere le commedie perché portatrici, tramite la convivenza al loro interno di dramma e il sorriso, di una verità. “Questo film ha rappresentato il viaggio che avrei sempre voluto fare con mio padre,” ha spiegato il regista, “e alcuni passaggi ricordano la mia vita e la mia famiglia. Per questo ruolo non avrei potuto che chiamare Proietti, perfetto per interpretare il ruolo della persona di successo”.

Anche Proietti è intervenuto per ricordare Vittorio Gassmann: “La sceneggiatura ha catturato la mia attenzione sin dall’inizio. Conoscevo Vittorio e Alessandro sin da quando quest’ultimo aveva poco più di 10 anni. Vittorio diede una grande spinta alla mia carriera credendo nel mio talento quando io ero molto giovane e inesperto, e di questo gli sarò sempre grato”. Proietti si è detto molto soddisfatto della storia perché è continuamente in bilico tra momenti divertenti ed altri più riflessivi, quasi depressivi, cosa rara per il nostro cinema attuale. “Un mio personalissimo omaggio a Vittorio l’ho inserito in un momento in cui mi rivolgo ad uno dei miei figli pronunciando un “no” con un tono particolarmente appassito, proprio come il personaggio di Scarpia, interpretato da Vittorio nell’indimenticabile Tosca di Magni, in cui recitavo anch’io, si rivolgeva al Brigadiere Spoletta cui prestava il volto Fiorenzo Fiorentini” ha confessato il mattatore romano riproponendo la battuta imitando alla perfezione il Gassmann padre tra i sorrisi dei presenti.

Il regista ha poi continuato raccontando alcuni aneddoti sul padre mettendolo a confronto col Giovanni Passamonte del suo film: “Anche mio padre amava le macchine molto veloci e, siccome non era bravo a guidarle, spesso le faceva guidare a me quando lo accompagnavo in tournée. Inoltre, proprio come il personaggio del film anche lui a volte sbatteva la verità in faccia alla gente senza preoccuparsi delle conseguenze”. Interrogato sul suo modo di pensare alla figura paterna, Gassmann ha detto di non voler chiudere i conti col proprio genitore asserendo che si tratta di una figura così importante per il nostro cinema e la nostra cultura che è doveroso continuare a ricordarlo. A chi poi gli ha domandato quanto del rapporto problematico tra il suo personaggio e la sorella si ritrova nella sua vita reale ha risposto “Non ho mai avuto scontri forti con i miei fratelli, forse anche perché non ho fratelli al 100%, ma sono tutti nati da altre madri. Non è che non gli voglia bene, è solo un rapporto diverso, meno fisico”.

Ad Anna Foglietta è stato chiesto un parere sull’esperienza sul set e l’attrice si è detta davvero entusiasta di aver lavorato con Alessandro Gassmann che “ormai è come un fratello, per me”. Secondo l’attrice il merito più grande che va attribuito a Gassmann è di essere riuscito a trovare una propria dimensione nel mondo dello spettacolo nonostante la forte e ingombrante presenza del padre. “Lavorare con questo cast,” ha confessato l’artista “è stato davvero un’esperienza piacevole. Proietti rappresenta semplicemente il padre che ho sempre desiderato avere, senza nulla togliere al mio vero padre, e Rocco Papaleo per me è una presenza costante della mia vita lavorativa. Il film è unico e dà una visione nuova dell’Italia, e mi ha dato la possibilità di interpretare una blogger antipatica di Roma nord, quando io sono di Roma sud. È un personaggio antipatico, ma alla fine le si perdona tutto perché anche lei mostra un lato fragile”.

I giovani Marco Zitelli e Matilda De Angelis sono stati introdotti dal regista che si è detto un grande amante della musica country, il genere prediletto da Zitelli che ha detto “Per me è stato un onore lavorare con Gassmann, e lo ringrazierò sempre. Mi ha contattato dopo aver sentito qualche mio brano in rete chiedendomi di partecipare alla composizione della colonna sonora del film, ma non avrei mai immaginato che avrei anche recitato!”. La De Angelis, attrice e musicista, ha dichiarato di amare la musica di Marco e di essersi sentita onorata di aver collaborato con lui alle musiche. I due giovani, come tutti gli altri del cast, sono stati scelti in base al volto che Gassmann aveva in mente per ciascun personaggio. “Sono contento che abbiano risposto tutti entusiasticamente alla mia chiamata”, ha chiuso il regista.

Alla fine dell’incontro ha parlato Rocco Papaleo che ha ricordato alcune esperienza lavorative passate con Alessandro Gassmann che per lui è come un familiare. “Con Alessandro siamo amici da tantissimi anni e abbiamo avuto addirittura un figlio nello stesso periodo. C’è qualcosa che ci lega a livello viscerale, oltre ai film in cui abbiamo recitato insieme. Mi dispiace solo di aver conosciuto il padre Vittorio troppo tardi. Per quanto riguarda Proietti io lo venero nella vita reale, e quindi è stato facile per me fare la parte di uno che lo venera nel film”.

Gabriele Di Grazia


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Gabriele di Grazia

 
Classe 1985, sono da sempre appassionato di cinema, da quando i miei genitori mi portarono a tre anni a vedere L’ultimo imperatore di Bertolucci. Non che ricordi molto di quella mia esperienza in sala, tra l’altro i miei mi ci portarono perché quel giorno non sapevano a chi lasciarmi, però il sapere di aver messo per la prima volta piede in un cinema per assistere proprio ad un film di Bertolucci ha sempre suscitato in me un forte motivo d’orgoglio (finché Bertolucci non si rifiutò di autografare la mia copia DVD de L’ultimo imperatore). Cresciuto a pane e videocassette, amante del cinema fantastico di Spielberg, Lucas e Zemeckis, a cinque anni mi innamorai perdutamente di Jessica Rabbit e passai tutte le elementari e le medie sognando di essere Marty McFly. Sicuramente il LunEur ha contribuito molto allo sviluppo della mia immaginazione con i suoi scenari e pupazzi alla Goonies, e credo che non sarei lo stesso se non avessi frequentato quel posto favoloso e gotico (e pericoloso) sin dalla tenera età. Coi miei amici abbiamo cominciato a girare cortometraggi a quindici anni e non abbiamo più smesso. Ancora oggi coltivo la passione per il doppiaggio, la recitazione, la sceneggiatura e la scrittura di articoli riguardanti il cinema. Altri interessi: la lettura, il disegno, la musica pop rock che va dagli anni 50 agli anni 80 e i dinosauri. Ma queste sono altre storie…