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Pubblicato il 25/01/2017 da Luca Secondino in , ,
 
 

I migliori Al Capone del cinema a settant’anni dalla morte dell’iconico boss

Al Capone, uno dei più importanti e iconici boss della storia, moriva settant’anni fa alla prematura età di 48 anni. L’effetto combinato tra ictus e polmonite ha spento il gangster che più di tutti incarna i canoni del malavitoso italo americano tanto caro all’immaginario collettivo anche grazie alla sua presenza, diretta e indiretta, nel cinema e nella letteratura.

Alphonse Capone, nato a Brooklyn da genitori emigrati dalla Campania, è stato il boss che più di tutti ha ispirato l’arte cinematografica, che ne ha imitato i caratteri fisici, stilistici e ne ha scimmiottato le gesta.

A settant’anni dalla morte di Al Capone, ripercorriamo i migliori che si sono avvicendati sul grande – e piccolo – schermo nel corso del tempo.

Sebbene i nomi siano diversi e gli attori poco somiglianti, i protagonisti dei due Scarface (1932 di Howard Hawks e 1983 di Brian De Palma) sono chiaramente basati sul personaggio di Al Capone, non solo per le origini italiane del primo, ma soprattutto per il soprannome stesso di sfregiato che era stato dato ad Al Capone a causa di una cicatrice sulla guancia procuratagli da un taglio con il rasoio in una rissa quando era giovanissimo.

Il primo Al Capone del cinema degno di nota è quello di Jason Robards ne Il massacro del giorno di San Valentino di Roger Corman del 1967 e che mostra l’ascesa al potere del mafioso italo americano. Il talento di Robards è fuori discussione, e in questo film si misura con un personaggio all’epoca ancora un po’ da scoprire, riuscendo nell’intendo di farne un ritratto accurato ma comunque molto artistico anche se poco somigliante fisicamente.

 

Somiglianza che invece appare più vivace nell’Al Capone di Ben Gazzara in Quella sporca ultima notte, il cui titolo originale era proprio Capone, del 1975 diretto da Steve Carver. La storia è sempre quella: il giovanissimo boss dall’ascesa fino alla caduta del suo impero, come in tutte le storie di malavita che si rispettino. In questo caso la differenza la fa l’attore, non solo somigliante ma anche di New York e nato da genitori italiani, come il vero Capone. Il risultato è una versione ancora più fedele alla realtà, anche se il film ha qualche punto in meno rispetto al precedente.

Infine, terzo Al Capone storico è quello di Robert De Niro ne Gli Intoccabili del 1987, diretto da Brian De Palma. Potremmo dire che l’esempio è una sintesi tra i due precedenti, dove il trucco avvicina l’aspetto fisico e le origini italiane mescolate all’accento newyorkese completano il lavoro. Un Al Capone fanfarone, crudele ma con un lato inevitabilmente comico, che ricorda all’agente Ness (Kevin Costner) «Sei solo chiacchiere e distintivo!» nelle indimenticabili battute conclusive.

Per la parte di Robert De Niro, il nome in pole position era stato di Bob Hoskins, sicuramente più somigliante fisicamente, ma ritenuto forse inadatto perché britannico. Dopo anni, abbiamo conosciuto e apprezzato un Al Capone più che britannico, precisamente della provincia di Liverpool, interpretato da Stephen Graham nella serie Broadwalk Empire. Qui il giovane Capone è ancora al servizio di Torrio, prima dell’ascesa a leader criminale. Il ritratto di Grahm è fedele, peculiare e si apprezza l’abilità dell’attore a simulare un accento così lontano dal proprio, che rende giustizia a Bob Hoskins dopo la sua mancata scelta.

Luca Secondino


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Luca Secondino

 
Nato e cresciuto a Roma, sono stato immerso da subito nella musica, nel cinema, nel teatro e nella letteratura. Grafomane per vocazione, dissacratore per attitudine, ancora cerco avidamente il Bello in ogni cosa. Del resto, "siamo rimasti così in pochi ad essere scontenti di noi stessi."(F.Fellini)